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6 mag 2022

Gonzalez, campione da ritrovare Dopo 3 flop il momento della verità

Nico ha deluso contro Salernitana, Udinese e Milan: è stato uno dei peggiori e non ha mai inciso. Contro la Roma ha l’occasione di essere determinante nella partita decisiva per mantenere il sogno Europa

Un mese fa Nico ha smazzato le partite contro l’Empoli e il Napoli, era il periodo in cui faceva la differenza con i dribbling e i gol, due consecutivi, poi insieme alla Fiorentina si è infilato in un tunnel di prestazioni personali sofferte (Venezia) e poi decisamente modeste (Salernitana, Udinese, Milan). Contro i rossoneri in particolare durissima è stata la vita in copertura su Leao e in spinta contro Theo Hernandez: rimbalzi, più che dribbling. Poi anche un po’ di malinconia. A San Siro neanche le doti fisiche di Nico – di cui parleremo dopo – sono riuscite a risollevarlo dalla sensazione di incompiutezza.

Lunedì contro la Roma l’occasione per ridisegnare i contorni di una stagione individuale con zone di luce e ombra, con un bilancio che si presta a interpretazioni diverse, considerato anche il grande investimento economico della Fiorentina: i numeri si fermano a quattro gol e sei assist, poi c’è stato il lavoro per la squadra che in certe partite è stato addirittura vorticoso per impegno e generosità; al conto deve essere poi aggiunto iln numero pazzesco di falli subiti, che hanno portato punizioni e cartellini, comunque vantaggi per i viola.

Gonzalez ha offerto il suo contributo incidendo però il giusto, ecco perché la partita di lunedì contro la Roma potrà rilucidare l’immagine di un giocatore comprato per fare la differenza.

"Sono qua per portare allegria", promise Nico il giorno della sua presentazione. Dietro a lui il Ponte Vecchio a fare da sfondo per incorniciare la foto dell’acquisto più caro di tutta la storia della Fiorentina.

Un po’ di allegria in effetti Nico l’ha aggiunta, anche se in quantità modesta rispetto a quella che avrebbe sperato, perché un campione sa bene che ha un compito preciso: deve fare la differenza. Ma Gonzalez ha le caratteristiche di un giocatore che risolve le partite? L’istinto sottoporta non è esattamente quello del killer, ma nessun dubbio sul fatto che il suo contributo sia stato positivo, nel mucchio delle partite in cui la Fiorentina ha giocato con identità.

I colpi personali in area di rigore fanno parte di un bagaglio che difficilmente può essere ampliato da un allenatore, quando c’è una storia personale che parla attraverso il numero dei gol segnati in carriera. Che nel caso di Gonzalez non hanno mai raggiunto dimensioni da sfracello, al contrario delle sue prestazioni fisiche: in aprile Nico ha corso per oltre 10 chilometri a partita alla velocità media di 10,6, riuscendo anche a raggiungere il picco di 33,5 chilometri all’ora. Per stabilire il suo record sui 100 metri, Bolt ha corso alla media di 37,5 (ma non doveva poi centrare la porta).

Angelo Giorgetti

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