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7 mag 2022

Conference League? E’ come un Intertoto che "ce l’ha fatta"

7 mag 2022
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester
L’ex allenatore viola Claudio Ranieri commosso all’Olimpico: per lui ovazione dei tifosi di Roma e Leicester

Diciamoci la verità: la Conference League non è altro che un Intertoto che ce l’ha fatta. Se l’avessero chiamata "Vorrei ma non posso League" avrebbe avuto un fascino decisamente minore. Invece funziona. Tutti a guardare la semifinale di ritorno tra Roma e Leicester, che invece pareva, per tifo e festeggiamenti, una finale di Champions. Così ci abbiamo dato un occhio. Un po’ perché manca poco alla sfida cruciale con i giallorossi (si gioca lunedì e torna di moda il coro "Siamo tutti parrucchieri"), un po’ perché di questi tempi facciamo meno gli snob e quindi, pur di avere una partita a metà settimana, vivremmo con entusiasmo anche questo torneo dal nome altisonante, anche perché almeno sappiamo quando si gioca e non fissiamo altri appuntamenti, tipo la cena dalla suocera, il bingo a Vie Nuove o la pizzata coi compagni delle medie. Non come il campionato, dove si gioca in un giorno a caso con orari a caso scelti apposta per incasinarci la vita.

Bello e commovente l’omaggio a Claudio Ranieri dell’Olimpico e delle due tifoserie, al quale ci associamo. Bravo allenatore, vero signore, Ranieri, che qui ha alzato una Coppa a un passo dall’alba in un aftehour epico della nostra storia.

Nel frattempo scopriamo che Giorgio Chiellini darà l’addio al calcio proprio a Firenze, per l’ultima di campionato. Ricordiamo che l’addio alla Champions Chiellini lo ha già dato più volte insieme ai compagni. Ma ora tutti si chiedono: come sarà accolto questo saluto del capitano azzurro? Beh, non come quello di Maldini, che ricevette una standing ovation degna della sua storia, della sua fama e del suo stile. Ma Chiellini era un amico del vero capitano della Fiorentina, Davide Astori, quindi sarebbe ingiusta qualsiasi reazione non degna di una città come la nostra. Pare, ma non è certo, che il giocatore juventino enterà in campo attraversando un corridoio di applausi formato da tutti gli arbitri che hanno seguito le sue indicazioni del tipo: no, arbitro, non l’ho toccato, giuro.

Anche questo è calcio, un po’ come quando Baresi, nel grande Milan, indicava il fuorigioco al guardalinee alzando il braccio. Era un Var umano. Anche Chiellini un po’ lo è. E’ stato anche un giocatore viola, ma questo non tutti lo ricordano, l’effetto rimozione è un fenomeno inconscio e vitale. Vi ricordate di Munua? E di Tino Costa? E Hegazy? Vabbè, ne potreste parlare, se vi va, col vostro analista. Intanto applausi ad Alberto Aquilani e ai suoi ragazzi per la quarta Coppa Italia consecutiva. Bello quando le maglie viola alzano un trofeo. Più bello ancora quando i migliori ragazzi cresciuti qui poi non vanno alla Juve. Giusto ricordarlo, mentre attendiamo altre novità dall’Uefa. Plusvalence League nulla? E dai, già che ci siamo.

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