Firenze, 22 aprile 2016 - «L’ho vista con l’Udinese, non mi è piaciuta. Speriamo che si riprenda». Non facciamo in tempo a varcare la porta della sua splendida casa sulle colline sopra Firenze che, prima di dirci “buongiorno”, subito ci parla della Fiorentina. Il 29 novembre Narciso Parigi compirà 89 anni (portati alla grande), una bella tappa di una vita piena di successi ed emozioni, tra  le canzoni, le tournée in tutto il mondo e i film divenuti popolarissimi. Eppure, il suo cuore è sempre lì: con il popolo viola, «nell’ora di sconforto e di vittoria» come canta nell’inno suonato prima di ogni partita al “Franchi”.

«Il mio sogno è quello di tornare una volta in Curva Fiesole. Sono vecchio, lo so, ma vorrei tanto tornarci una volta. Magari proprio contro la Juventus»,  e quando parla della Fiesole gli brillano gli occhi. Parigi segue sempre con passione le vicende dei viola: «Ieri (mercoledì sera, ndr) non mi sono piaciuti, avrei fatto meglio a non vedere la partita. Mi sembravano stanchi. Bisogna correre di più». E il pensiero corre inevitabilmente proprio a domenica sera, alla sfida contro la Juventus. «Speriamo che si riprendano...» ripete.

Pur avendo inciso tantissime canzoni di successo, per i tifosi il suo nome è legato soprattutto a quella  “Canzone Viola” (che era stata scritta negli anni Trenta) incisa da Parigi proprio in quei fantastici anni ’50 del primo scudetto e dei quattro secondi posti. «Quando l’ho incisa – racconta– avevo in mente proprio i tifosi, la Curva Fiesole dove andavo da ragazzo con gli amici perché non avevamo tanti mezzi da permetterci di andare in altri settori. I nostri tifosi sono i migliori del mondo, non date retta ai discorsi». Parigi si alza dalla sedia e va al pianoforte ad acccennare proprio l'inno, dedicato ai ragazzi della "Fiesole".  E il suo posto, come sempre, è proprio in mezzo a loro, «nell’ora di sconforto e di vittoria».