Firenze, 21 luglio 2017 - Il grande e compianto Mario Ciuffi (il supertifoso viola scomparso nel febbraio 2013) l'avrebbe presa con filosofia: "Bernardeschi? Medaglina e via..." e in fondo è questo il modo giusto di prendere l'addio di un campione come il talento apuano che, dopo aver giurato eterno amore alla maglia viola, ha scelto la Juventus, ovvero "Lei" come diceva Ciuffi per non nominarla.

Nel calcio, purtroppo, gli affari contano più dei sentimenti e la coerenza non è una virtù diffusa, ma forse ai calciatori si potrebbe chiedere un minimo di prudenza in più nel fare certe dichiarazioni. Appena il 25 novembre 2015, in un'intervista alla Nazione, Federico Bernardeschi parlava così: "La mia idea è diventare un simbolo della Fiorentina e di Firenze. Aver firmato il rinnovo fino al 2019 mi ha dato grande carica: è un orgoglio fare parte di questa società che è tra le più importanti a livello italiano ed europeo". Pochi giorni dopo (il 9 dicembre 2015), al Corriere dello Sport Stadio diceva: "Dopo 11 anni di Fiorentina, dal settore giovanile in poi, sarebbe stato difficile vestire la maglia della Juventus". 

Dichiarazioni d'amore ai viola anche in tempi più recenti (18 novembre 2016): "Se penso di chiudere la carriera alla Fiorentina? Il pensiero c'è ed è un pensiero grande".  Concetto ribadito il 22 gennaio 2017 alla Domenica Sportiva: "Io bandiera della Fiorentina? Il pensiero c'è, sono legatissimo alla Fiorentina. Vedremo di costruire il tutto insieme. Io come Antognoni? Il pensiero c'è...". Ancor più esplicito il 5 febbraio 2017: "Maglia cucita addosso? Sì perché sono arrivato a Firenze che avevo 12 anni, sulle scelte future l'amore per la maglia viola peserà eccome". 

Un mesetto dopo, il 13 marzo 2017, al Torneo di Viareggio, rifiuta la sciarpa bianconera che il sindaco Del Ghingaro (juventino) cerca di dargli con mossa maliziosa Poi, però, le cose cambiano: dopo le offerte di Milan e Inter arriva quella della Juventus: il giocatore vuole andare a Torino ("a chi non piacerebbe giocare nella Juve?", dice alla Gazzetta dello sport il 12 luglio 2017), i viola accettano i 40 milioni più bonus e così i simboli di Firenze restano sempre i soliti: dal David di Michelangelo nell'arte a Giancarlo Antognoni nel calcio. Che dire dunque? Niente, un grazie a Bernardeschi per quello che ha fatto in maglia viola e poi "medaglina e via...". Aspettando altri giocatori che facciano sognare il popolo viola.