Firenze, 12 febbraio 2019 - Un secolo fa, il 12 febbraio 1919, nasce a  Trieste Ferruccio Valcareggi, certamente uno dei grandi personaggi del  nostro calcio. Mezz'ala di buon livello e poi allenatore di grande esperienza e capacità, Valcareggi  è stato un grande saggio del pallone.  

La carriera da calciatore lo porta a Firenze nel 1940 a far parte di una Fiorentina "moderna", passata dal 'metodo' al 'sistema', guidata da Galluzzi e con giocatori di talento, a partire da Romeo Menti.

Valcareggi tornerà più volte a Firenze (ancora da giocatore con 122 presenze e 27 gol e poi da allenatore) e sebbene la carriera lo porti in giro per l'Italia, il suo legame con la città di Dante è reso forte dalla famiglia (ha sposato Anna, fiorentina e nuotatrice della Rari Nantes Florentia) e poi dall'esperienza di commissario tecnico della Nazionale azzurra, quando il Centro tecnico federale di Coverciano diventa la sua seconda casa.

In azzurro scrive pagine memorabili a partire dalla storica vittoria agli Europei del 1968 (quelli della doppia finale con la Jugoslavia, primo e tutt'ora unico successo italiano nella rassegna continentale) e con quel Mondiale in Messico, nel 1970, che vede l'Italia sconfitta in finale per 4-1 dal Brasile (e accolta in Italia da un'ingiusta contestazione), ma soprattutto protagonista di una partita entrata nella leggenda: Italia-Germania 4-3.

Le cose non vanno così bene 4 anni dopo e il tracollo ai mondiali in Germania nel '74 segna la fine dell'avventura da ct. Valcareggi continua ad allenare e poi nel 1985 lascia la panchina e decide di dedicare gli ultimi anni della sua vita (muore il 2 novembre 2005) a insegnare calcio ai bambini della Settignanese (a un passo da Coverciano), dove la scuola calcio e l'impianto stesso, su iniziativa dello storico dirigente Maurizio Romei, portano il nome di Ferruccio Valcareggi.