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Ciclismo, 'Ale-Jet' Petacchi tifa Nibali

Lo sprinter sul Mondiale: "Lo Squalo soffre ma ce la farà. Mi piacciono Gaviria e Viviani"

di PAOLO CHIRICHIGNO
Ultimo aggiornamento il 1 settembre 2018 alle 16:52

La Spezia, 1 settembre 2018 - Per lui che si chiama Ale-Jet, parlare di sprinter e velocisti è come bere un sorso d’acqua fresca. Alessandro Petacchi, 44 anni, uno dei corridori di maggior classe dell’ultimo ventennio, oggi apprezzato opinionista Rai per le grandi corse, regala perle di saggezza sul ciclismo di oggi e sui giovani di maggior prospettiva.

Petacchi, per cominciare facciamo il punto su Nibali e il Mondiale.
«Sta soffrendo alla Vuelta, piccoli dolorini post operazione, ma sono sicuro che lo Squalo farà il suo dovere, come sempre».

Lei è stato uno degli sprinter più forti di sempre. Tra i giovani di oggi chi può seguire le sue orme?
«Mi piacciono Sonny Colbrelli ed Elia Viviani, hanno la grinta giusta e lo scatto bruciante. Per il resto, sto seguendo con grande attenzione il colombiano Fernando Gaviria, che si è già affermato ad alti livelli. Ho smesso di correre tre anni fa, seguire le gare come opinionista mi permettere di stare ancora vicino a quello che è stato il mio mondo, ma devo ammettere che il ciclismo sta cambiando».

In che direzione?
«Le squadre fanno i salti mortali per superare i problemi economici. Giusto quindi affidarsi ai giovani. Ad esempio guardo con molta attenzione l’attività della Mastromarco Sensi Nibali: si è posta come obbiettivo, ancora prima della vittoria, di forgiare uomini capaci di affrontare le difficoltà della vita e diventare campioni dello sport. Non sempre succede».

Come vede il suo futuro. Ancora vicino al ciclismo?
«Sì, mi piacerebbe stare a contatto con i giovani e poter sinegnare loro i segreti del mestiere. Mi rendo conto che anche anche a livello dirigenziale è necessario un ricambio generazionale. Certo, la ricetta per vincere é la solita: lavoro duro, sacrificio e passione. Sono cose che non cambieranno mai».

Molti appassionati hanno imparato ad apprezzarla anche come commentato televisivo. Si trova bene in questa nuova veste?
«Assolutamente sì, l’aver fatto parte del mondo del ciclismo per tanti anni aiuta a spiegare ai telespettatori certi aspetti delle corse che non si vedono a occhio nudo».
Anche se un un nuovo Ale-Jet deve ancora nascere, ma questo lo diciamo noi.

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