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'Un curioso accidente’. Realtà tra imbrogli e sentimenti, Goldoni è più attuale che mai

A Villa Gerini di Sesto Fiorentino

di TITTI GIULIANI FOTI
Ultimo aggiornamento il 28 luglio 2018 alle 16:10
Due delle protagoniste della prima serata

Firenze, 28 luglio 2018 - Quattro repliche da esaurito. E altre repliche a grande richiesta. Può accadere in questa estate fiorentina leggermente prevedibile, di imbattersi in un gioiellino di rappresentazione, fatta col cuore e con l’anima da attori bravi e formati su un testo classico rivisitato senza straziarlo. E’ accaduto con «Un curioso accidente» spettacolo tratto da Goldoni andato in scena in alla villa Gerini di Sesto Fiorentino con enorme successo per la competente regia di Riccardo Giannini. Una commedia scritta nel 1760 e ambientata in una nobile dimora d’Olanda, dove l’amore tra un giovane ufficiale e la figlia del padrone di casa viene da quest’ultimo ostacolato ed infine “risolto” dagli intrighi e dalle furberie femminili messe in opera dall’innamorata.

Il gioco della seduzione ed il confronto tra i diversi modi di intendere ed affrontare l’amore: questi i temi essenziali attorno ai quali si sviluppa il curioso accidente. Per il pubblico il piacere di ridere per un Goldoni doc, una commedia che è un fatto accaduto. Anche gli attori della Magnoprog – che negli anni ci ha abituato alle sue rappresentazioni curate nei minimi dettagli, quasi da manuale – si sono cimentati in questo spettacolo ridotto a un’ora con grande rispetto del testo, mettendo in risalto il confronto tra diversi modi di intendere ed affrontare l’amore.

Perché non è solo settecentesco che gli uomini vigliaccamente scappino, e le donne coraggiosamente restino ed affrontino le difficoltà. E non è datato neppure l’eterno conflitto tra genitori e figli. Il suono più che azzeccato, di Marco Fallani; i bei costumi di Niccolò Gabrielli. In scena attori perfetti nei ruoli hanno dato prova di bravura, sono da tenere sotto controllo: lo stesso Riccardo Giannini, Simone Marzola, Claudia Fossi, Benedetta Bottai, Daiana Volpe e Simone Fisti. Da vedere.

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