Il direttore Marco Giorgetti
Il direttore Marco Giorgetti

Firenze, 11 settembre 2018 - «Sta per partire una grande stagione teatrale, aperta a tante voci. Abbiamo lavorato bene: e oggi contiamo su una struttura poliedrica bellissima che è pronta per andare verso una stagione molto ricca. Il debutto è vicino».

Marco Giorgetti è il direttore della Fondazione Teatro della Toscana. Ha fatto passi da gigante in questi anni, è stato lui a trasportare la Pergola da semplice teatro fino al mondo delle fondazioni tra migliaia di cavilli burocratici e nuovi sistemi di concepire lo spettacolo.

Giorgetti, è stato facile il trapasso?

«Più che altro complesso: la Fondazione Teatro della Pergola è nata nel settembre 2011 subentrando al Mibac nella gestione dello storico Teatro. La sua nascita arriva dopo quattro anni di gestazione del progetto del polo teatrale fiorentino secondo l’idea che avevo formulato lasciando la carica di direttore generale dell’Ente Teatrale Italiano nel gennaio del 2007, per assumere quella di direttore manager del Teatro della Pergola, con il chiaro intento di rilanciare ed avviare ad un rinnovamento strutturale e strategico della Pergola».

La notizia di oggi è?

«Molto bella: che il ministero ha riconfermato Teatro della Toscana, Teatro Nazionale e ha incrementato punteggi e di conseguenza contributi. Tanto che per il prossimo triennio siamo stati valutati dalla commissione ministeriale e ci hanno passato di categoria».

Un riconoscimento importante?

«Sicuramente per la qualità del lavoro, sì. Diciamo una cornice che ci fa ricordare che la fondazione è composta da una molteplicità culturale di soggetti».

Per esempio?

«C’è il Niccolini e il Teatro Studio: un’ offerta articolata per una struttura di più elementi nati per esaltare un progetto che coinvolge tutta la regione toscana. Le nostre attività già in estate nel grande progetto Valdera hanno coinvolto molti comuni. E in autunno il progetto Area Metropolitana fiorentina coinvolgerà varie strutture: da Rifredi a Campi Bisenzio».

Dunque la Pergola è il fulcro di numerose attività?

«Sì certo: di cui l’alro elemento fondamentale è il Teatro Era di Pontedera. In autunno inauguriamo le nostre attività e il teatro della Pergola attraverso collaborazioni con altri enti e realtà diciamo che irrora il territorio. Abbiamo talmente espanso l’idea di cultura che esiste anche il progetto Tenax: col regista Giancarlo Cauteruccio porta il teatro nelle discoteche».

L’inaugurazione ufficiale?

« Quest’anno sarà simbolica. E avverrà il 2 ottobre al Teatro Niccolini col progetto Atti Unici di Eduardo messo in scena da Gianfelice Imparato con la compagnia di Luca De Filippo. E’ lui che farà recitare la compagnia di giovani, I Nuovi: cioè ragazzi attori che gestiscono il Niccolini in tutto, anche nel tenerlo pulito. Anche questa è un’innovazione del concetto di teatro».

In parallelo?

«Ci sarà anche Virgilio Sieni che in apertura delle nostre attività proporrà due cose sue: una è Nudità anche questa al Niccolini e al Saloncino della Pergola il Prelude de l’apres midi».

In pratica la Pergola non esiste più come teatro, è diventata una specie di fabbrica teatrale?

«Diciamo che sta presuntuosamente al centro di un sistema, da qui parte tutto. L’ inaugurazione avverrà il 23 ottobre con un ‘Cuore di vetro in inverno’ con Filippo Timi, un bellissimo spettacolo».

In un avvio multiplo.

«E’ bello che sia un po’ vivace e che certe cose poi si ricompongano in stagioni invernali diversificate. E sul fronte della musica abbiamo aperto un rapporto fattivo con il Campus che fa capo al Teatro Studio di Scandicci. Vogliamo che tutti vengaono a teatro: per questo non ci facciamo mancare nulla».