Fiesole (Firenze), 26 luglio – “Pasolini è stato sempre un riferimento costante del mio cinema. La questione delle radici, dell’identità si pone con sempre maggior gravità nella nostra epoca di globalizzazione e il regista italiano lo profetizzava quasi mezzo secolo fa”. Così Robert Guédiguian, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese, oggi a Belmond Villa San Michele di Fiesole, parlando di cinema italiano, in occasione del Premio Fiesole ai Maestri del Cinema 2018, prestigioso riconoscimento conferito dal Comune di Fiesole in collaborazione con il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Gruppo Toscano e la Fondazione Sistema Toscana, con la direzione artistica di Gabriele Rizza.

L’autore francese diventerà “Maestro del Cinema” come prima di lui artisti del calibro di Vittorio Storaro, Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Orson Welles, Stanley Kubrick, Ingmar Bergman, Wim Wenders, Theo Anghelopoulos, Marco Bellocchio, Ken Loach, Nanni Moretti e Giuseppe Tornatore, Terry Gilliam, Dario Argento, Stefania Sandrelli e Toni Servillo.

La cerimonia di premiazione avrà luogo venerdì 27 luglio, alle 21,30, al Teatro Romano di Fiesole. La serata si aprirà alle 18.30 con un incontro con l’autore, a cui sarà presente anche Ariane Ascaride, moglie e attrice e musa del suo cinema. Nell’occasione sarà presentato il volume monografico “La cinematografia di Robert Guédiguian” a cura di Caterina Liverani con i contributi del Sncci, per Edizioni ETS di Pisa. Dall’incontro alla premiazione si terrà un aperitivo con l’autore

Al termine della premiazione sarà proiettato La villa – La casa sul mare (versione originale con i sottotitoli) ambientato a Méjan, una cala marina tra Marsiglia e Carry, dove tre fratelli si ritrovano al capezzale del padre. Ma quando pensiamo a ritrovarci di fronte a un classico regolamento di conti familiare ecco che la trama si moltiplica e si apre agli incontri, ai drammi, al poesia e al presente (in caso di pioggia la cerimonia si svolgerà al cinema Odeon di Firenze).

“Da più di 30 anni Guédiguian – ha detto Rizza - evoca la cronaca sociale del mondo operaio della sua infanzia ma al tempo stesso racconta una avventura ricca di riflessioni. Cineasta popolare, spirito militante, attivista politico vicino agli ambienti di sinistra, per Guédiguian fare film significa intraprendere un percorso ogni volta iniziatico a fianco di amici e collaboratori che sono divenuti compagni di vita”.

Fra i suoi film più conosciuti si ricordano Le passeggiate al Campo di Marte (2005), incentrato sugli ultimi giorni di governo di François Mitterrand e sul libro di Georges-Marc Benamou “Le dernier Mitterrand” e l’omaggio all’Armenia Le Voyage en Arménie. Negli ultimi anni firma lo storico L’Armée du crime (2009) che racconta la storia vera dell’eroe armeno comunista Missak Manouchian e dei suoi ventidue compagni che furono assassinati dai nazisti nel 1944. In Le nevi del Kilimangiaro (2001), dove riprende una vecchia classe operaia che però si trova fortemente in lotta con la nuova società contemporanea, arrivando a enormi individualismi ed egoismi pur di non vedere ciò che è loro e che hanno guadagnato con il sudore dei vecchi scioperi portato via seppur solo in apparenza; Au fil d'Ariane (2014); Une histoire de fou (2015), ispirato all'autobiografia di José Antonio Gurriaran. Robert Jules Guédiguian è un regista, sceneggiatore e produttore nato a Marsiglia in Francia il 3 dicembre del 1953 da padre armeno e da madre tedesca. Tra gli altri ha diretto anche Marius e Jeannette (1997), Al posto del cuore (1998), À l'attaque! (2000), La ville est tranquille (2001), Marie-Jo e i suoi due amori (2002), Le Voyage en Arménie (2006), Lady Jane (2008).