Ludovico Einaudi
Ludovico Einaudi

Firenze, 11 novembre 2015 - Tutto esaurito per i due concerti fiorentini di Ludovico Einaudi, il 26 e 27 novembre sul palcoscenico del teatro Verdi. A dimostrazione dell’affetto con cui il pubblico toscano segue oramai da anni, la carriera di un raffinato musicista e compositore. Senza clamore, senza presenzialismo, Ludovico Einaudi ha saputo costruire un prestigioso percorso artistico anche oltre i confini italiani (molto apprezzato nel Nord Europa). Classe 1955 (il prossimo 23 novembre compirà 60 anni) Einaudi nasce a Torino, figlio dell’editore Giulio e nipote di Luigi, secondo presidente della Repubblica dal 1948 al 1955.

Indubbiamente un albero genealogico impegnativo. Ma la musica è stata la sua strada fino dall’adolescenza. Tuttavia la sua carriera di musicista inizia con il jazz rock entrando a far parte del gruppo torinese Venegoni & Co. con cui incide due album, «Rumore rosso» e «Sarabanda». Continua gli studi classici diplomandosi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, perfezionandosi con Luciano Berio. Subito arrivano i riconoscimenti importanti come la borsa di studio per partecipare al festival di Tanglewood negli Stati Uniti. Negli anni successivi, le prime composizioni orchestrali e da camera come musicista classico. Composizioni eseguite sui palcoscenici più importanti del mondo; la Scala di Milano, il Maggio Musicale Fiorentino, il Lincoln Center di New York e poi ancora concerti a Parigi, Londra, Budapest. Nel 1984 è proprio Firenze a tenere a battesimo una sua partitura,» Sul filo di Orfeo, « destinata ad uno spettacolo di danza su coreografie di Serge Bennathan.

Anche il cinema si accorge del talento del grande pianista torinese. «Treno di panna» dall’omonimo romanzo di Andrea De Carlo, «Fuori dal mondo» di Giuseppe Piccioni con una intensa Margherita Buy, «Luce dei miei occhi» con Luigi Lo Cascio e Sandra Ceccarelli, «la fiction «Dottor Zivago» di Giacomo Campiotti, «Sotto falso nome» splendido noir sottovalutato con Daniel Auteil e Greta Scacchi, «La fine è il mio inizio» tratto dal romanzo-confessione di Tiziano Terzani, il campione d’incasso francese «Quasi amici» sono solo alcuni dei titoli che possono vantare nel cast la colonna sonora di Ludovico Einaudi. Gli anni più recenti sono costellati da turneè trionfali, album che hanno scalato le classiche di mezzo mondo (per esempio «Nightbook» che in tutta Europa ha venduto 750.000 copie, un record assoluto per un album di pianoforte). La sua inconfondibile musica ha fatto il giro del mondo, arrivando persino a Buckingam Palace per il Queen s’speach, il tradizionale discorso natalizio della regina d’Inghilterra. Ed ora finalmente Firenze, con due concerti già "sold out".