L’attore Massimiliano Finazzer Flory
L’attore Massimiliano Finazzer Flory

Firenze, 12 aprile 2019 - «Per Leonardo il principio è che tutto muove, che il mondo si muove partendo dai sentimenti, dal poter vedere l’invisibile agli occhi, attraverso il cuore. Molti addirittura non lo vedono quel che si muove, anche se è lampante. Accade se il sentimento non fa da filtro alla mente. Perchè quando manca è come se non ci fosse motore». Serata unica, una data secca al Teatro della Pergola, martedì 16 aprile, alle ore 20,45 per vedere sul palcoscenico Massimiliano Finazzer Flory che mette in scena la vera storia di Leonardo da Vinci dal titolo: «Essere Leonardo da Vinci – Un’intervista impossibile».

Finazzer Flory, un lavoro fatto col cuore dunque?

«Sicuramente sì. E con il volto e con la lingua rinascimentale di Leonardo, per celebrare degnamente a 500 anni dalla sua scomparsa, che in realtà non è morte, ma solo assenza. E’ la testimonianza dello scienziato, pittore, designer, che ha cambiato il modo di pensare l’arte, la tecnica».

Spettacolo che meraviglia per la fisiognominca: lei rappresenta l’iconografia di Leonardo.

«Sì, me lo dicono. E in scena porto l mio credo: cioè Leonardo e la sua eredità più preziosa che non è un quadro, un disegno, un’invenzione, ma la sua mentalità pazzesca. Questo ci ha lasciato: la ricerca dell’unità e un compito. Trovare il lato più umano dello stesso Leonardo e di conseguenza del nostro».

Questo spettacolo è già stato rappresentato in forma di lettura scenica.

«Sì, in occasione della mostra Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan alla National Gallery di Londra, lo spettacolo utilizza parte della sceneggiatura del film che ho realizzato con Rai Cinema, Being Leonardo da Vinci, che da da venerdì 19 a martedì 23 aprile sarà in esclusiva assoluta a Firenze, al cinema Odeon».

L’intervista impossibile con Leonardo qui sembra possibilissima.

«Si confesserà il pittore, lo scienziato, l’inventore. E parlerà dei suoi segreti, del metodo di lavoro, di passioni e consigli di una vita straordinaria in questa specie di format».

E lei diventa Leonardo.

«Sì, indossando costumi d’epoca, un trucco che è la ricostruzione del volto del Genio. Parlo in lingua rinascimentale su testi originali dello stesso Leonardo, fra cui il celebre Trattato di pittura. Ho studiato i gesti delle mani e gli sguardi in riferimento ai ritratti, veri e presunti, che di Leonardo offrono l’immagine che tutti sanno. E contribuiscono a ricreare un profilo da ambiente misterioso».

A quali domande risponderà Leonardo?

«A quelle sulla sua infanzia, sulle attività in campo civile e militare, su come si fa a diventare “bono pittore”, sul rapporto tra pittura e scienza, pittura e scultura, pittura e musica. Ci parlerà di anatomia, botanica e scienze matematiche.

Materie dove lui ha messo amore».