L'Ensemble Janequin (foto Giulia Nuti)
L'Ensemble Janequin (foto Giulia Nuti)

Firenze, 4 settembre 2018 - E' difficile immaginare tanto entusiasmo per un concerto di musica antica. Eppure è ciò che è successo all'Auditorium di S.Apollonia per il concerto dell'Ensemble Janequin nell'ambito della rassegna Floremus a cura delll'Homme Armé. Merito di una lunga esperienza della formazione francese attiva da quarant'anni. Merito del repertorio scelto per il concerto, basato sulla chanson francese del XVI secolo dal tema Il banchetto di Bacco e Cupido. Merito anche di Dominique Visse, contralto e direttore che ha introdotto in italiano con naturale simpatia le tematiche gastronomiche ed erotico-amorose dei brani. Composizioni di anonimi o di autori di fama come Clément Janequin e Orlando di Lasso, anch'essi conquistati dai testi licenziosi per divertire il pubblico di allora e di oggi. La prassi esecutiva del gruppo riprende la convivialità della tavola e della giocosità con cui viene interpretata la canzone.

Quindi Visse e compagni (Hugues Primard, tenore, Vincent Bouchot, baritono. Renaud Delaigue, basso insieme a Yoanne Moulin al clavicembalo) hanno voluto proporre i brani seduti attorno a un tavolo. Lo schema del concerto ha proposto quindici brani vocali e due strumentali al clavicembalo (di Pierre Attaignant). Già dalle prime note il gruppo ha dimostrato coesione, rigore esecutivo e padronanza assoluta del repertorio con uno stile vocale appositamente studiato per renderlo al meglio. Una serata che ha mostrato anche la vocazione dell'Ensemble di divertirsi e di divertire. Le chansons inoltre sono dei capolavori che possono competere con la produzione a essi contemporanea di Italia e Inghilterra. E Janequin, che in molti conoscono per il brano La guerre. è un autore che non finisce di stupire per invenzioni musicali basate sul testo, con molte imitazioni di animali e momenti onomatopeici.

Un repertorio che, grazie a formazioni di questo livello, andrebbe maggiormente eseguito.