Firenze, 10 febbraio 2017 - Tra una prova e l'altra di Cantiere Opera (fino al 12 febbraio al Teatro Niccolini di Firenze, pochi i biglietti ancora invenduti) Elio e il regista dello spettacolo Francesco Micheli hanno incontrato questa mattina gli studenti e i professori del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze per un breve incontro informale alla Sala del Buonumore.

Cantiere Opera, una coproduzione di Fondazione Teatro della Toscana e Parmaconcerti, con il sostegno della Fondazione Luciano Pavarotti, è un viaggio alla scoperta dei capolavori di Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini, Gaetano Donizetti, Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Nicola Campogrande. Un viaggio alla scoperta dei personaggi e delle storie che animano le loro opere, le storie d’amore e i tradimenti, le passioni e i gesti eroici, gli intrighi, le gelosie e i colpi di scena.

La guida d’eccezione è Elio insieme a Francesco Micheli, regista d’opera e direttore artistico della Fondazione Donizetti di Bergamo e dello Sferisterio di Macerata.

"Quando si dice che una cosa è fatta all'Italiana di solito non viene considerata come una bella cosa - afferma Elio, al secolo Stefano Belisari - Il teatro d'Opera, detto anche all'Italiana, al contrario, è invece il teatro più bello che uno si possa immaginare, sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista dell'acustica. I teatri all'Italiana all'estero sono come delle ambasciate, dei fiori all'occhiello, qualcosa di cui dovremmo vantarci, in Italia invece ce lo dimentichiamo un po' troppo spesso".

Alle parole di Elio fanno eco quelle del direttore del Conservatorio di Firenze, Paolo Zampini: "Il Conservatorio ormai parla un linguaggio vastissimo spaziando dalla musica antica fino alle nuove tecnologie musicali. Il nostro sforzo è quello di avvicinare sempre di più gli studenti a quella che è la realtà dello spettacolo dal vivo, e questa con Elio è stata un'occasione importante, come lo è stato l'anno scorso l'incontro con Stefano Bollani. Questa contaminazione può solo giovarci".