Firenze, 17 luglio 2019 - Creare caos tra la popolazione con una pioggia di banconote su Madrid, precisamente 140 milioni di euro lanciati da un dirigibile come una 'bomba' di distrazione di massa, per mettere in atto la più grande rapina mai realizzata: svuotare le riserve d'oro della Banca centrale di Spagna. E' la prima parte del piano architettato dal 'Professore', tra i protagonisti della serie tv spagnola di successo mondiale La Casa di Carta, nella terza stagione in onda su Netflix da venerdì 19 luglio in 190 Paesi.

Anticipata alla stampa questa mattina al Palazzo del cinema Anteo di Milano, alla presenza degli attori del cast, tranne Alvaro Morte, alias il Professore, la nuova edizione vede riunita la banda criminale che nelle due serie precedenti aveva messo a segno il primo sensazionale colpo, sottraendo un miliardo di euro alla Zecca di Stato spagnola.

Ideata da Alex Pina e dal 2017 diretta da Jesus Colmenar, 'La Casa di Carta' è la serie in lingua non inglese più vista su Netflix. La terza stagione è stata girata anche a Firenze, a gennaio scorso, quando i fan si ritrovarono in migliaia per assistere ai ciak.

Questa nuova stagione non delude i telespettatori in quanto a scene d'azione e stratagemmi ma la 'molla' che fa scattare l'ingegno della banda stavolta, non è la brama di denaro ma l'intenzione di salvare un proprio affiliato: una riprova che gli eroi della serie non sono criminali cinici e spietati. Le nuove puntate infatti, si aprono con la decisione di Tokyo (l'affascinante attrice Ursula Corbero), di lasciare l'isola caraibica dove si è finora nascosta con Rio (Miguel Herran), che successivamente viene catturato dagli agenti dell'Europol e consegnato alla Spagna che illegalmente lo fa torturare. Da qui la decisione del Professore di riunire il gruppo per liberare Rio e, al contempo, realizzare 'la rapina del secolo'.

La seconda parte del piano criminale è svelata in un monastero a Firenze: dopo la 'bomba' di banconote su Madrid, nei pressi della piazza davanti alla Banca centrale di Spagna, su un maxischermo appare una maschera di Salvador Dalì. A darle voce e' il Professore, che rivela all'opinione pubblica la detenzione illegale di Rio e le torture da lui subite.

A commentare per primo, oggi a Milano, la terza serie de 'La Casa di Carta' è il nuovo personaggio del cast, Marsiglia (Luka Peros), reduce delle guerre balcaniche, che non vuole rivelare nulla sulla 'new entry' ma spiega che oggi "la gente cerca dei 'Robin Hood'", come la banda della fiction, perché "un pugno di persone detiene la ricchezza globale, mentre decine di milioni soffrono, con diseguaglianze sempre più marcate".

Da qui per Peros la scelta della nota canzone antifascista 'Bella Ciao' come colonna sonora delle prime due serie: "ha ragione d'essere, sia in Italia che in America Latina".

'Rubare e' sbagliato', è il messaggio che esce chiaramente dal cast de 'La Casa di Carta'. E' Tokyo a difendere la 'bonta'' umana dei personaggi, anche se di sicuro c'è un capovolgimento della realtà: i cattivi diventano i buoni e i buoni diventano i cattivi. Un meccanismo non nuovo né al cinema ne' nella letteratura, il cui fine è dare una prospettiva critica verso il sistema in cui 'il delinquente' vive.

"In questa terza stagione la banda si riunisce per ragioni emozionali", dice ancora Tokyo, aggiungendo: "Le persone amano la nostra serie perché possono anche loro fare questa 'famiglia'", intesa come cooperazione amicale, "che avviene anche durante le riprese". Alla domanda sul suo concetto di 'paradiso' Denver (Jaime Lorente) risponde che è qualcosa "in contatto con la vita", anche se, ammette, "i soldi mi piacciono" e con un miliardo di euro "comprerei un teatro per farci quello che voglio con i miei amici".

La conferenza stampa si chiude con la conferma di una quarta serie in cantiere, ma su questa, nessuna anticipazione, solo la soddisfazione di un successo planetario inatteso, e che, ammettono gli attori, forse anche spinto dalla crisi economica mondiale del 2008, causata da meccanismi finanziari perversi ai danni di persone meno abbienti.