Firenze, 24 giugno 2018 - «Firenze ha un ottimo sindaco, Dario Nardella. E a lui vanno la stima e l’amicizia di Renzi». L’ex premier delega al suo staff il compito di rimbalzare l’ultimo suggestivo boatos sul futuro prossimo venturo. «Non esiste la possibilità che Matteo Renzi si possa candidare di nuovo come sindaco». Nessuna fantasiosa tentazione quindi per Matteo Renzi, dopo le sale dorate di Palazzo Chigi, di tornare a sedersi sotto gli affreschi del Vasari nella Sala di Clemente VII. E che fra Renzi e Nardella ci sia un’ottima sintonia si è visto anche ieri sera alla consegna dei Fiorini d’oro traslocata a San Miniato in occasione del Millenario della Basilica.

«Grande è la confusione sotto il cielo – sosteneva Mao Tze Tung – perciò la situazione è favorevole». Ma il dubbio è che per il Pd toscano – che ormai da tempo è lontano dal Libretto rosso – le cose non stiano proprio in questi termini. Da mesi, in realtà, i boatos ‘sotto il cielo’ si moltiplicano e rimbalzano, segno che anche nella roccaforte renziana la sofferenza del partito si fa sentire eccome. Venerdì pomeriggio nella sede di via Forlanini sono comunque stati parecchi gli interrogativi che i trenta selezionati super dirigenti si sono posti. Il più importante: come far ripartire – proprio dalla Toscana – la rinascita di un Pd nazionale che stenta a uscire dalle secche in cui l’ha spinto prima il voto del 4 marzo e poi il governo gialloverde. E’ in questo quadro che deve essere letta la decisione di chiedere alla direzione nazionale dei Dem, fissata per metà luglio, di poter svolgere, in ogni caso, il congresso regionale a ottobre. Il partito è – di fatto – ‘congelato’ da febbraio alla amministrazione ordinaria della reggenza a cinque: per il rilancio deve poter ripartire da un nuovo segretario che sia in carica con pieni poteri. Il voto di oggi (per i ballottaggi sui sindaci a Pisa, Massa e Siena, ma anche a Campi Bisenzio, cartina di tornasole della piana metropolitana) potrebbe consegnare al Pd toscano nuove delusioni. Il ristretto vertice di venerdì, con l’ex ministro Luca Lotti, i parlamentari Antonello Giacomelli, Andrea Marcucci e Dario Parrini, i consiglieri regionali Antonio Mazzeo e Leonardo Marras, il portavoce della reggenza regionale a cinque, Marco Recati, il segretario metropolitano Massimiliano Piccioli, è servito a fare il punto della situazione. Impossibile non registrare la non scontata presenza a fianco del plenipotenziario renziano Luca Lotti, sia di Giacomelli che di Marcucci. Last but not least c’è la questione della Festa dell’Unità regionale: il partito non ha ancora trovato una sede adeguata. La sostenibilità economica della manifestazione incombe. I Dem toscani non possono permettersi di rischiare: nè un buco di bilancio, tanto meno un flop politico.