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Firenze, Renzi alla Festa dell'Unità: "Di nuovo sindaco? Io no, Nardella di sicuro" / FOTO

L'ex premier parla agli elettori Pd dal palco della kermesse

Ultimo aggiornamento il 10 settembre 2018 alle 17:38
Renzi alla Festa dell'Unità fiorentina (Ansa)

Firenze, 9 settembre 2018 - "Il livello del Governo attuale è desolante". Non usa mezzi termini Matteo Renzi per definire il Governo giallo-verde dal palco della Festa dell'Unità di Firenze, dove ha parlato nel tardo pomeriggio di domenica 9 settembre. Renzi ha voluto innanzitutto ringraziare i suoi sostenitori: "Anche nei momenti più bui Firenze non tradisce. Se sono stato eletto senatore è grazie ai vostri voti, e il vostro sostegno per me è importantissimo, non mollerò mai, i vostri voti sono per me un impegno morale".

Renzi parla di diversi temi, anche locali. "Se sarò nuovo sindaco? Io no, Nardella di sicuro", dice lanciando la volata per il secondo mandato dell'attuale primo cittadino. L'ex premier parla poi della Lega: "All'estero disegnano vignette in cui l'Italia è rappresentata da un cavernicolo. L'idea che passa è che l'Italia rappresenta il gruppo di coloro che vuole rompere con i grandi valori europei".

Per Renzi applausi e i classici selfie, richiesti a gran voce dai suoi sostenitori. Coro di "no" quando Renzi dice: "C'è qualcuno che dice che avremmo dovuto fare un accordo con i Cinque Stelle". 

"L'immigrazione è diventata nei primi tre mesi di vita di governo l'unico tema di discussione. Nessuno parla più di flax tax, reddito di cittadinanza o di abolizione della Fornero", ha poi detto Matteo Renzi. Per il quale "c'è un problema di qualità riguardo alla classe dirigente di questo Paese. Io non voglio che l'Italia sia rappresentata da un bruto che tiene la clava".

Sul fronte interno Renzi dice: "Intanto c'è la battaglia per Firenze. Una battaglia che va combattuta innanzitutto su questo territorio. Battaglia che inizia da questa città. La vittoria di Dario alle elezioni del prossimo maggio è la vittoria di un modello culturale, politico, umano e sociale".

La partita per Renzi "sarà tra noi e il leghismo. Chiedo lo stop alle polemiche interne per metterci tutti a lavorare in modo che Nardella sia sindaco di Firenze. Avremo la Leopolda il 19, 20 e 21 ottobre. Voglio che sia un momento di grande libertà". E sempre sulle battaglie del Pd: "L'avversario non è dentro ma è fuori di noi, questo è un appello a tutti il Pd". 

 

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