Da sinistra Nicola Danti, il direttore de La Nazione Francesco Carrassi e Simona Bonafè
Da sinistra Nicola Danti, il direttore de La Nazione Francesco Carrassi e Simona Bonafè

Firenze, 3 settembre 2018 - Dalla curvatura delle banane ai temi centrali della politica europea. È fitto il confronto fra gli europarlamentari del Pd Nicola Danti e Simona Bonafè con il direttore de La Nazione Francesco Carrassi sul palco della Festa dell’Unità. Inevitabile la domanda del direttore sui rapporti con l’europarlamentare Matteo Salvini.

Risponde Bonafè anche se - ci tiene a sottolinearlo - «chi l’ha visto Salvini in questi cinque anni». La folta platea delle Cascine sobbolle. E il discorso va sui migranti e sulla politica delle promesse non mantenute dello stesso Salvini. «Il bluff di Salvini e di Di Maio sarà presto svelato - insiste l’eurodeputata - ma non è questo l’importante, quanto la risposta che il Pd deve riuscire a dare».

«Ci sono - riprende Carrassi - scadenze elettorali vicine, nel 2019 e nel 2020, ma su che basi dovrebbero scegliere i cittadini?». È Danti a replicare: «L’Europa vale il 7 per cento della popolazione mondiale. Da sola l’Italia vale ancora molto di meno. Da soli non andiamo da nessuna parte».

La palla ripassa a Bonafè: «Perché votare per il Pd, spero voglia dire votare per un partito che non si distrugge in litigi interni, ma riesce a scegliere sulla base di valori condivisi le prossime candidature». «E poi - aggiunge - spero che i cittadini abbiamo capito che uscire da Europa e mercato unico ci renderebbe molto più deboli».

Carrassi incalza: «Ma quanto costerebbe all’Italia uscire dall’Europa?». È ancora Bonafè a rispondere: «Non è solo questione di cifre, non sono solo i 15 o 20 miliardi che calcola, sbagliando, Di Maio. Per l’Italia uscire dall’Europa in questo momento equivarrebbe al default». A Danti invece la risposta se il Pd può essere sovranista o no. «Noi siamo patrioti. Difendiamo la nostra Patria, ma non vogliamo distruggere la patria degli altri».

Altro tema scottante è quello dei rapporti fra il parlamento europeo e quello italiano. «Non è buono. Gli altri Paesi europei si confrontano molto di più e sono molto più presenti a Bruxelles».

Poi Carrassi passa alla provocazione diretta: «Perché non avete invitato la Boschi a questa festa?». Ad aggirare la domanda pensa Bonafe’. «Intanto fa un po’ male vedere che il lavoro di tanti volontari passi in secondo piano davanti alla presenza o no di Maria Elena. Io giro tante feste e abbiamo problemi ben diversi. Alle promesse di Salvini e Di Maio mancano almeno 100 miliardi e vedremo come riuscirà a rispondere agli italiani». Ma Renzi verrà? «Certo che sì», risponde a tamburo battente Danti.

Quindi la domanda cruciale? «Ma voi siete renziani?». Un filo di imbarazzo e Bonafè replica: «Intanto sono del Pd e orgogliosa di appartenere a una comunità che sa costruire e non dividere. Il Pd ha dimostrato di avere tanto da dare». Il direttore Carrassi vira sulla discussione in corso, relativa al segretario regionale. E Danti, che potrebbe essere fra i candidati, risponde: «Il congresso è una occasione per ripartire. Abbiamo subito una batosta forte. Dobbiamo ritrovare un gruppo dirigente forte ricucendo rapporti che in questi anni si sono lacerati. Basta con le divisioni interne. Dobbiamo smettere di criticarci vicendevolmente. Dobbiamo invece confrontarci sui temi».

Pa.Fi.