Matteo Renzi chiude la nona edizione della Lepolda (New Press Photo)

Firenze, 21 ottobre 2018 - "Alla Leopolda siamo il doppio dell'anno scorso, quando eravamo al governo. L'opposizione fa bene alla Leopolda, ma male al Paese purtroppo". Così Matteo Renzi nel suo intervento di chiusura della nona edizione della kermesse che ha ideato e organizzato.

"La Leopolda è sempre più in mano a dei ragazzi. C'e' qualcuno che viene qui da sei o sette anni, qualcuno che quando abbiamo iniziato andava alle elementari, erano i tempi in cui Salvini e Di Maio andavano all'università e la cosa bella è che questa Leopolda è sempre più in mano a persone che hanno voglia di fare proposte".

Nel suo discorso alla platea affollata Renzi va subito all'attacco: "La campagna di odio ricevuta in questi mesi è senza precedenti, sempre di più, pensavo si fermassero dopo le elezioni - ha aggiunto -. L'odio fa male, quintali di fango non ci hanno sporcato l'anima, ma non si risponde con l'odio, che si ritorcerà su di loro. I giacobini finiranno sul patibolo come sempre. Alla mistificazione costante contro di noi rispondiamo con i numeri, con la realtà".

"L'ondata populista demagogica di destra non nasce dal carattere di uno di Rignano ma da un fenomeno che va affrontato o non vinceremo mai più. Lo capite o no questo cari amici che criticate il mio carattere? Le critiche sono venute anche da compagni di strada che non hanno avuto nulla da dire sul mio carattere fino a quando grazie al mio carattere stavano a fare i ministri", ha aggiunto Renzi.

Renzi poi spiega subito il 'no' al governo coi Cinque stelle: "Noi abbiamo detto di no al governo Pd-M5s non per i popcorn, ma perché pensiamo che la politica sia passione, idealità, valori, non poltrone". E rivendica: "Ho cercato di difendere l'anima di quello che siamo. Era un accordo molto vantaggioso in termini di poltrone. Ma dobbiamo avere il coraggio di dire che la politica non si riduce a uno scambio di nomine".

L'ex premier durante l'intervento punta il dito contro il condono fiscale:  "Cos'è il condono? E' dire che se hai pagato le tasse sei scemo. Beppe Grillo ha fondato una carriera sull'essere pagato in nero. E' il condono di Ischia, il quarto. Perché a Ischia c'è questa insistenza di Di Maio? La legalità dove sta?". Poi una stoccata a Salvini e Di Maio: "Sono mesi che non vedo Salvini nemmeno in Senato. E' una falsità scrivere che lo vedo, che lo sento. Mi dicono che ascolta i miei consigli, beh non mi pare. Mi sentirei invece di dare un consiglio a Salvini se mi ascoltasse e a Di Maio se mi capisse. Il consiglio è questo: domattina i mercati ballano, in settimana arriva il giudizio della Commissione Ue e poi arriveranno altre agenzie di rating... I mercati sono quelli che ti danno o meno le risorse per poter vivere, se volete un consiglio fermatevi e bloccate questa legge di bilancio, recuperate serietà perchè sfasciate conti e non mantenete promesse elettorali". "Intanto - aggiunge Renzi - i soldi della Lega saranno restituiti agli italiani alla Leopolda 87".

E sui rapporti attuali tra Italia e Francia, l'ex premier puntualizza: "Il futuro dell'Italia non è fare la guerra a Macron, ma combattere Orban, lottare insieme contro chi viola i principi dell'Europa e hanno garantito settanta anni di pace. In Europa voglio combattere al fianco di chi vuol fare l'erasmus, non mettere il filo spinato".

Per quanto riguarda il congresso del Pd, Renzi ha detto: "Noi daremo a chi vincerà il congresso del Pd la collaborazione e il rispetto che non abbiamo avuto. Vogliamo che ci siano leader forti e credibili, con la personalizzazione abbiamo vinto e perso ma sempre preso il 40% con la spersonalizzazione il 18%. Questa storia che la personalizzazione è il problema non regge. C'è bisogno di leader e di popolo e di farla finita con le polemiche interne".

Renzi poi lancia i comitati civici: "Tornando dalla Leopolda mettete su un comitato civico. Non sono i comitati di Renzi. Sono i comitati che vogliono dire che non ci arrendiamo a un futuro basato sulla mediocrità, sull'ignoranza". "Noi siamo quelli che barcollano ma non mollano. Siamo quelli che restano, ma siamo anche quelli che si rimettono in cammino perchè non vogliono lasciare l'Italia ai cialtroni che la vogliono distruggere

Renzi ha poi dato appuntamento per la decima edizione al 25 ottobre 2019 "esattamente a dieci anni da quando abbiamo fatto la cosa più difficile della nostra vita, pedonalizzare piazza del Duomo quando nessuno credeva che ci saremo riusciti", 

In apertura dell'ultimo giorno della Leopolda, Renzi aveva sottolineato la grande partecipazione del "popolo"  della Lepolda: "Dalle 7 di stamani ci sono code fuori dalla Leopolda -scrive su Facebook lo stesso Renzi -. Non era mai successo prima. Non trovo le parole giuste per dire quanto mi colpisca nel profondo del cuore questa vostra voglia di non mollare, di continuare a combattere, di costruire il futuro. C'è voglia di resistenza culturale, c'è voglia di tornare al futuro. Ci siamo, eccoci: si parte per l'ultima giornata. Prima, però, un grande abbraccio a tutti e il mio grazie".

SIMONA BONAFE' - "Penso che quella di Minniti possa essere un'ottima candidatura, chiesta da sindaci del partito democratico, Minniti ieri lo ha detto chiaramente: quando ci sarà la data scioglierà la riserva. Lo ritengo un atto di serietà". Così l'europarlamentare dem e segretaria del Pd toscano, Simona Bonafè, a margine dei lavori della Leopolda, in corso a Firenze. "Di congresso - ha sottolineato Bonafè - in questi giorni alla Leopolda non si è parlato e non credo che sia il convitato di pietra: c'è chiarezza da parte di tutti che ritengono che il congresso vada fatto, e appena si convocherà capiremo anche chi è in campo. Sono appena stata eletta segretario regionale della Toscana e questa è la dimostrazione che i congressi ci piacciono e li facciamo, come le 46mila persone che hanno votato in Toscana dimostrano. Il congresso deve essere fatto, ma con lo spread a quota 350 ci sono esigenze del Paese che vanno tenute ben presenti".

MATTEO RICHETTI - "Renzi dice che non é questione di scegliere tra Minniti e Richetti? Ha ragione, il Pd ha un serio problema di linea politica e serve un momento di chiarimento di tutto: lavoro, immigrazione, Europa". Lo ha detto Matteo Richetti, deputato dem e candidato alla segreteria, a margine dei lavori della Leopolda 9. Alla domanda se senta nel partito voglia di rimandare il congresso Richetti ha replicato: "Spero proprio di no, poi farò la mia battaglia negli organismi del partito. Non è una questione di gruppo dirigente, il congresso serve a questo popolo che dal 4 marzo chiede una ripartenza". Poi ha aggiunto, a proposito della Leopolda: "Sono 9 anni che vengo qui. Mi sono messo in gioco come abbiamo fatto tutti noi venendo qui per 9 anni".

ANDREA BRUNORI (LAVORATORE BEKAERT) - "Non è vero che i problemi per Bekaert sono finiti con la cassa integrazione. C'è tutta una propaganda di una parte politica e di una parte sindacale. In un caso come questo puoi dire di aver guadagnato due mesi di vita, ma alla fine rischi di morire. Il problema e' trovare soggetti industriali, di riassumere. Purtroppo non potremo piu' fare corda metallica, faremo un altro tipo di prodotto. Per questo vogliamo tenere l'attenzione altissima". Questo il cuore dell'intervento di Andrea Brunori, sindacalista di Fim-Cisl, parlando della vertenza della Bekaert di Figline Valdarno ( Firenze). "Siamo molto grati a Sting per la solidarietà che è venuto a dare al nostro presidio in estate- ricorda-. In tempo sei ore tutto il mondo ha saputo della nostra vertenza". Lo stesso ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, continua, "ha detto che quella di Sting è stata la mossa di apertura che ha consentito la reintroduzione della cassa integrazione per cessazione di attivita'". Un dato che, sottolinea, "mi scatena una nota amara pensando ai nostri colleghi" di altre aziende che hanno chiuso "e che hanno fatto le nostre stesse lotte, forse anche in modo piu' duro. Se il successo dipende dal fatto di portare una rockstar sul palco il modello di società forse" non funziona.