Firenze, 11 luglio 2018 - LA STAFFETTA sarebbe pronta. Dopo l’incidente diplomatico e tecnico di due mesi fa, il sindaco Dario Nardella adesso è pronto per aprire la porta della sua giunta all’ingresso del nuovo assessore Massimo Fratini. Ingresso che costerà il posto a uno dei suoi dieci alfieri.

Dopo sessanta giorni di roulette russa fra i componenti dell’esecutivo di Palazzo Vecchio, pare che a dire auf wiedersehen debba essere l’ultima arrivata, l’assessora Paola Concia, a cui Nardella aveva assegnato i settori della cooperazione e relazioni internazionali, fiere, congressi, marketing territoriale, attrazione di investimenti, turismo.

Il passaggio di testimone comporterà probabilmente un vero rimpasto di giunta, in quanto non è probabile che le deleghe della Concia passino pari pari al nuovo arrivato. E quindi c’è da aspettarsi un riassetto delle competenze, prima di partire con lo sprint dell’ultimo impegnativo scampolo di legislatura.

La necessità di cambiare un assessore nasce essenzialmente da un’errata interpretazione della legge sugli enti locali. Nardella credeva infatti di poter aggiungere e non sostituire un assessore. Il qui pro quo è sorto pensando a una squadra di giunta di undici elementi. Già, undici ma compreso il sindaco.

Voci di corridoio sostengono che l’avvicendamento possa avvenire già la prossima settimana, tanto che anche le categorie economiche sono già a conoscenza della novità, visto il gran lavoro avviato insieme.

Paola Concia, ex deputata Pd, impegnata da anni nella promozione dei diritti civili, è arrivata nella giunta Nardella a febbraio del 2017, per prendere il posto di Nicoletta Mantovani. A Firenze era già dal 2015 come membro del Cda di Firenze Fiera.

Massimo Fratini invece, già vicepresidente del consiglio comunale, politicamente è un uomo-riferimento del mondo del volontariato, vicino all’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi e all’ex ministro dello sport Luca Lotti. ll suo impegno in politica nasce col Partito Popolare, per approdare poi alla Margherita e diventare poi un fondatore del Pd.

Quali deleghe avrà pensato Nardella per lui?

Olga Mugnaini