Eugenio Giani al teatro Puccini (Giuseppe Cabras / New Press Photo)
Eugenio Giani al teatro Puccini (Giuseppe Cabras / New Press Photo)

Firenze, 25 giugno 2019 - Non lo dice, ma lo dice, usa il fioretto, si diverte nel lasciarlo intendere, del resto l’arte della dialettica politica non gli manca e lui se la gioca alla grande. E non c’è bisogno di passare le sue parole alla moviola per capire quanto sia grande la sua voglia di correre il prossimo anno per la presidenza della Regione Toscana.

Anche se non lo ha mai dichiarato ufficialmente di volersi candidare, nel suo partito, il Pd, però da tempo sanno che questa partita se la vuole giocare fino in fondo e lo sta facendo, a suo modo, mettendo sul campo ciò che lo appassiona di più: la politica del buon vicinato, non quella del campanile, ma quella dei comuni, e in Toscana non potrebbe che essere così.

Insomma Eugenio Giani esce allo scoperto e riempie un intero teatro, il Puccini di Firenze, un migliaio di persone, 41 sindaci seduti nelle prime fila arrivati praticamente da tutta la regione, il presidente del Consiglio regionale li cita uno ad uno, altrettanti consiglieri comunali e assessori “tanti amici” dice Giani nella sua introduzione alla serata, complessivamente un centinaio di amministratori.

Tanti i volti noti della politica, tra questi i consiglieri regionali del Pd Stefano Baccelli, Antonio Mazzeo e Nicola Ciolini, l’assessore toscano al turismo Stefano Ciuoffo, la vicesindaca di Firenze Cristina Giachi, il sindaco Dario Nardella non c’è ma Giani fa sapere di averlo sentito al telefono prima del suo arrivo al Puccini, ci sono anche gli assessori fiorentini Federico Gianassi e Alessia Bettini, esponenti di punta delle associazioni regionali di categoria e diversi ex amministratori.

Il segnale che intende dare Giani è chiaro “vorrei che la Regione fosse complice del lavoro dei nostri sindaci sono loro la forza” dice. Non cita mai il suo partito, se non per dire che è dai sindaci che si deve ripartire, tanto da augurarsi che il prossimo candidato a governatore sia un sindaco tra i sindaci.

Tanti i messaggi politici, alcuni lanciati tra le righe, come quando parlando delle primarie afferma che “possono essere utili a ricompattare il nostro partito”. Destinatari chi nel Pd toscano vede come la peste le eventuali primarie per la scelta del candidato governatore, perle che butta lì tra il ricordo di una sagra delle ciliegie e la sottolineatura delle bellezze toscane.

“Io voglio lavorare con loro per costruire una Toscana vicina alla gente” ribadisce Giani, prima della frase che sintetizza la sua serata “il nostro impegno è essere in campo oggi con i programmi” dice “domani con le persone” che in questo caso è la persona, Eugenio Giani.

Il presidente del consiglio regionale è ormai in campo per il salto di categoria e cioè il governo della Toscana. La sua corsa è partita, lo avrà capito anche Lorenzo Becattini, coordinatore della segreteria regionale del Pd, probabilmente giunto al Puccini nella veste di “osservatore” per conto della segretaria Simona Bonafè impegnata all’europarlamento di Bruxelles. La locomotiva Giani è partita con il suo Laboratorio della Toscana, prossima fermata a settembre al Palacongressi, per l’annuncio ufficiale della sua candidatura a governatore toscano.