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Elezioni, il terremoto dei ballottaggi: Pd toscano nel caos, Marras lascia?

Dopo le sconfitte del centrosinistra a Pisa, Massa e Siena inizia la resa dei conti

di LISA CIARDI
Ultimo aggiornamento il 28 giugno 2018 alle 11:30
Marras

Firenze, 28 giugno 2018 - I consiglieri Pd chiedono una svolta nella gestione della Regione. Non che sia una novità, dato che da mesi si rincorrono voci di possibili rimpasti di giunta, sempre smentite dal governatore Enrico Rossi. Ora però, arrivano le prime richieste ufficiali, nero su bianco, dopo l’ennesimo flop arrivato dai risultati dalle amministrative (perse Siena, Massa e Pisa dopo i ballottaggi di domenica scorsa). A sbilanciarsi più di tutti è Paolo Bambagioni, che negli ultimi anni è stato spesso una voce fuori dal coro rispetto alla maggioranza Dem. «Serve un cambiamento di rotta – scrive – e preoccupa che non ci sia stata finora una reazione forte. Se vogliamo evitare altre sconfitte dobbiamo riconquistare un rapporto di fiducia con l’elettorato.

Per farlo il presidente Rossi deve imprimere una scossa, attraverso la sostituzione di due o tre persone nell’esecutivo regionale, per risolvere alcune questioni prioritarie: la tenuta del sistema sanitario, l’eliminazione dei lacciuoli che limitano l’iniziativa imprenditoriale e l’individuazione di risposte a questioni ambientali, prima che diventino emergenze». Nel mirino ci sono insomma le gestioni degli assessori Stefania Saccardi, Stefano Ciuffo e Federica Fratoni. Più sfumata, ma non troppo, la linea del capogruppo Pd in consiglio regionale Leonardo Marras.

«Di fronte a un terremoto come questo tutti i ruoli sono a disposizione, il mio compreso – sostiene -. Non voglio parlare della giunta e del rimpasto, perché non sono io che nomino o revoco gli assessori. Però ognuno deve fare autocritica, nell’ambito delle proprie competenze». E se nessuno è escluso, non può certo esserlo lo giunta. «Bisogna che il Pd nel suo complesso e il governo regionale facciano le loro riflessioni – prosegue -. Finora con Rossi c’è stato un rapporto di negoziazione. Questo non ha più senso: se governiamo dobbiamo farlo insieme». Infine un messaggio al partito toscano. «Faccio parte anche della reggenza – conclude - e penso che l’esperienza sia finita. All’assemblea si dovrà arrivare a un nome per il segretario o andare subito al congresso».

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