Firenze, 11 gennaio 2011 - Intervistato al tg de La 7, Renzi si inserisce nel dibattito nazionale sul referendum Fiat, e lo fa nel suo stile, senza mezzi termini: "Io sto dalla parte di Marchionne, dalla parte di chi sta investendo sul futuro delle aziende, quando tutte le aziende chiudono. E' un momento in cui bisogna cercare di tenere aperte le fabbriche".

 

"Diciamo anche la verità: è la prima volta nella sua storia -aggiunge Renzi- che la Fiat, anzichè chiedere i soldi degli italiani con la cassa integrazione, prova a mettere dei quattrini per agganciare alla locomotiva americana Mirafiori e anche la struttura italiana. Quindi, senza se e senza ma -conclude il sindaco di Firenze- stiamo dalla parte di chi crea lavoro e ricchezza. Poi, naturalmente, rispettiamo i diritti dei lavoratori, ma che siano lavoratori, e non cassintegrati".

 

E, Renzi, non le manda a dire nemmeno al segretario del suo partito. Parlando del Pd, infatti, ha affermato: ''Andrò alla Direzione di giovedì, ma spero che Bersani non chiacchieri di aria fritta ma dei problemi degli italiani. Non chiacchieri dell'inciucio con Fini ma del futuro del Pd. Il Pd è credibile se smette di inseguire i falsi problemi. Provi concretamente a dire 'ok, Berlusconi ha fallito' ma dicendo agli italiani quali sono le nostre soluzioni per ripartire''.

 

E intanto sul profilo Facebook di Renzi cominciano a fioccare i commenti sulla dichiarazione sulla Fiat.