Lorenzo Rovagnati (foto Gianluca Moggi/New Pressphoto)
Lorenzo Rovagnati (foto Gianluca Moggi/New Pressphoto)

Firenze, 17 giugno 2017 - Pineider, marchio d’eccellenza delle carte personalizzate, degli oggetti da scrittura e della pelletteria di lusso, ricomincia da Firenze, qui dove tutto è iniziato con la bottega aperta in Piazza della Signoria da Francesco Pineider nel 1774, nota per aver servito re, principi, principesse, nobiltà di tutta Europa, divi e dive come Liz Taylor e migliaia di altri supersofisticati. Ora scatta l’ora del grande rilancio da quando nel gennaio scorso l’azienda che ha sede a Bagno a Ripoli è stata acquistata dal Gruppo Rovagnati, leader della produzione del prosciutto cotto per un fatturato da 300 milioni di euro, che lo ha rilevato dalla famiglia Gnutti che a sua volta lo aveva comprato nel 2000.

Troppi passaggi di mano che hanno appannato la fama di Pineider che ora però con Lorenzo Rovagnati, ceo della nuova società parte alla riscossa dei mercati mondiali: in 3 anni si vogliono fatturare dai 15 ai 20 milioni di euro. Ieri sera in Piazza Rucellai dove si è trasferita la boutique fiorentina, dopo la sciagurata vendita alcuni anni fa del negozio storico davanti a Ponte Vecchio, si è fatto festa a questa nuova vita con molti ospiti e vip, insieme a Giuseppe Rossi, dg di Pineider, e Stefano Ferrari, il manager che segue da vicino la produzione a Bagno a Ripoli.

"Ripartiamo con una storia importante – dice Lorenzo Rovagnati – e con un marchio storico unico, per questo non ce lo siamo fatto scappare! Qui c’è artigianalità pura e tanta sostanza, da portare anche all’estero. Oggi 32 persone che lavorano per noi ma solo 10 nel laboratorio di Bagno a Ripoli, poi ci sono i negozi di Firenze e di Roma: ne apriremo altri. La nostra volontà è tornare alle origini, ripartendo dal prezioso archivio: 200 anni sono molti, vanno rilanciati e rinnovati, con prodotti dalle salde radici riportando le carte da lettera e da inviti al centro del mondo Pineider".