Torino, 8 settembre 2018 - Una figurina viola resiste indomita alle intemperie nel sacrario dedicato al Grande Torino e alla scomparsa di quella mitica squadra il cui sogno fu spezzato nella tragedia aerea di Superga. Nel retro della basilica nella collina che domina Torino (realizzata nel diciottesimo secolo da Filippo Juvarra su commissione di Vittorio Amedeo II di Savoia), proprio dove si schiantò l'aereo che riportava la squadra a casa dopo una trasferta in Portogallo il 4 maggio 1949, è stato allestito uno spazio suggestivo che ricorda le 31 vittime (giocatori, dirigenti, tecnici, giornalisti e i membri dell'equipaggio) con targhe, foto, un monumento. Ci sono anche tante sciarpe portate dai tifosi negli anni. Tante sciarpe granata, ovviamente, ma anche di altre squadre un po' come è successo all'esterno dello stadio "Franchi" (fatte le debite proporzioni per due episodi diversi) per ricordare Davide Astori, il capitano viola prematuramente scomparso il 4 marzo 2018 nel ritiro della Fiorentina a Udine. 

E la figurina viola che resiste alle intemperie è proprio quella di Davide Astori che un un tifoso (viola? granata? di un'altra squadra?) ha voluto lasciare in quel sacrario all'aperto, un po' a significare ancora una volta il legame tra Torino e Fiorentina e l'enorme emozione che le due tragedie (nella loro diversità, ripetiamo) hanno suscitato a Torino, a Firenze, in tutta Italia e oltre. D'altronde, accanto alle foto degli "eroi" del Grande Torino, ci sono anche foto di tifosi del Toro scomparsi in questi anni che amici e familiari hanno voluto portare in un luogo che questi tifosi amavano nella sua drammaticità.

Quella di Superga fu una tragedia torinese e italiana che emozionò a livello internazionale, con un risvolto fiorentino. Tra i campioni del "Grande Torino", infatti, c'era Romeo Menti. Grande ala destra dal tiro potente e dal carattere schivo, Menti era legatissimo a Firenze e alla Fiorentina dove ha giocato entusiasmando i tifosi viola. Forte è il suo legame con Firenze: qui Menti fa il suo esordio in azzurro (il 27 aprile 1947 contro la Svizzera, segnando una tripletta) e nel capoluogo toscano incontra la donna della sua vita, la moglie Giovanna, che è appena 25enne quando avviene la tragedia di Superga e si trova sola con due figli piccoli, Titti e Cristiano.

Così, quando tra i rottami dell'aereo si tratta di riconoscere i corpi straziati dallo schianto e dal fuoco, non è difficile individuare quello di Menti: sul risvolto della giacca bruciacchiata c’è il distintivo della Fiorentina. 

Romeo Menti: campione del Grande Torino, con il viola nel cuore