Firenze, 18 settembre 2021 – Il Caccio cavalo fatto in Brasile, il Perisecco made in Germany, il Veneto Salami fatto in Canada. E che dire del Tuscan Milk prodotto negli Stati Uniti o le San Remo Penne che arrivano direttamente dal'Australia? Ce n'è per tutti i gusti alla mostra dell'orrore delle più incredibili imitazioni dei prodotti italiani, allestita in piazza Santa Croce a Firenze dove si svolge la giornata conclusiva del G20 dell'agricoltura.

Il paradosso è che proprio i paesi ricchi ed emergenti hanno approfittato nel 2020 della pandemia mettendo sul mercato prodotti tricolori con imitazioni di bassa qualità. Oltre 100 miliardi di prodotti made in Italy è taroccato, una cifra che supera il doppio delle esportazioni alimentari dall'Italia. In sostanza, denuncia Coldiretti, due prodotti agroalimentari tricolori su tre sono falsi.

I 'fake' si trovano anche nei ristoranti italiani all'estero, dove ad essere portate in tavola sono le più bizzarre versioni dell ricette tradizionali, come l'abitudine belga di usare la panna al posto del pecorino per la carbonara, quella tedesca di utilizzare l'olio di semi nella cotoletta alla milanese, o ancora quella inglese di proporre gli spaghetti alla bolognese con dentro le polpette.

In generale, parmigiano, pasta, salumi, vino e olio sono i prodotti italiani più imitati nel mondo. A soffrire di qusta concorrenza sleale, che porta via dal nostro Paese ben 300mila posti di lavoro, è anche la Toscana. Nel 2020 sulle piattaforme di vendita online sono state individuate false finocchione, brutte copie del pecorino, oltre a contraffazioni dell'olio e del Brunello di Montalcino. Lo scorso anno sono stati ben 147 gli interventi dell'Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche Agricole per bloccare la vendita di prodotti toscani fake, di cui 91 hanno riguardato l'olio, 19 i cantucci, 14 il pecorino, 13 il prosciutto.