Torna l'appuntamento con Pitti Filati (New Press Photo)
Torna l'appuntamento con Pitti Filati (New Press Photo)

Firenze, 25  giugno 2019 - I temi della ricerca e della sostenibilità ambientale sono al centro da anni delle varie edizioni di Pitti Filati, il principale appuntamento internazionale del settore deifilati per maglieria, in programma alla Fortezza da Basso di Firenze dal 26 al 28 giugno. Tra le novità delle ultime edizioni, però, ci sono dati di settore che sembrano mostrare come la filatura made in Italy stia rialzando la testa. 

Nella nota realizzata per SMI (Sistema Moda Italia) da Confindustria Moda-Centro Studi, si sottolinea che "dopo alcuni anni sottotono, il bilancio settoriale della filatura italiana (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e linieri) risulta soddisfacente. Come anticipato nel bilancio preconsuntivo diffuso a gennaio in occasione della precedente edizione di Pitti Filati, il fatturato settoriale archivia il 2018 con un’evoluzione positiva, nella misura del +3,2%, riportandosi sugli oltre 2,9 miliardi di euro. A differenza del più recente passato _continua la nota_  nel corso del 2018 il mercato estero ha premiato il filato italiano, specie laniero e liniero, consentendo di contabilizzare una discreta crescita delle esportazioni".

A questa edizione partecipano 134 marchi in totale, di cui 30 provenienti dall'estero (Regno Unito, Giappone, Perù, Cina, Germania, Turchia, Australia, Romania, Mauritius, India, Rep. Sudafricana, Portogallo) 23 espositori nella sezione Fashion at Work, di cui 8 provenienti dall'estero (Regno Unito, Germania, India) 20 espositori nella sezione Knitclub, di cui 4 provenienti dall'estero (Giappone, Australia, Portogallo) A giugno 2018 il totale compratori ha quasi raggiunto le 5.500 presenze (+2%), con i buyer esteri a quota 2.900. Nella classifica dei top 10 paesi esteri: Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Francia, Giappone, Turchia, Russia, Cina, Spagna, Olanda.

Per Cpf-Consorzio Promozione Filati l'85esima edizione di Pitti Filati è una fiera speciale: coincide infatti con il decimo anno del Progetto 'Feel the Yarn', ricorrenza che il consorzio vuole celebrare al meglio. "Una iniziativa che arriva alla decima edizione è ben più che consolidata: ormai è quasi un appuntamento classico per le scuole di moda internazionali, i nostri clienti, le istituzioni interessate e le nostre stesse aziende", commenta il presidente di Cpf, Federico Gualtieri. "Da quella prima intuizione - ricorda - che dieci anni fa portò al varo del progetto, venendo fino a oggi, il brand 'Feel the Yarn' è cresciuto, si è affermato, si è esteso ben al di là dell'originaria finalità di avvicinare i giovani stilisti al mondo dei filati. Il format del concorso è rimasto sostanzialmente lo stesso: gli studenti di alcune scuole di moda internazionali vengono selezionati, forniti di filati delle nostre imprese e stimolati a progettare e realizzare capi che valorizzino i filati seguendo temi prefissati; infine, una giuria valuta e premia i modelli più interessanti". "Qualcosa è cambiato in meglio - assicura - soprattutto nella modalità di selezione degli studenti, che ora prevede anche una semifinale che coincide con l'edizione di gennaio della fiera. Lo schema però è rimasto simile, essendosi rivelato vincente. Nella prima edizione lavoravamo con 5 scuole di 4 paesi, mentre questa ultima edizione, The X Contest, vede coinvolte 15 scuole di 11 paesi, di cui tre - Israele, Corea del sud e Giappone - extraeuropei. Già questo dà la misura di come il concorso si è affermato nel tempo".

Pitti Filati prosegue la collaborazione con Modateca Deanna, con l’intento di celebrare le eccellenze italiane della maglieria attraverso gli archivi di Miss Deanna, storica azienda di maglieria che dagli anni ’70 ai primi anni Duemila ha collaborato con i più grandi stilisti internazionali. A questa edizione, uno speciale set di allestimento al Padiglione Centrale della Fortezza da Basso rende protagoniste le collezioni knitwear di Pour Toi, uno dei marchi di maglieria più innovativi degli anni Ottanta. In scena un’accurata selezione di capi creati dall’architetto e art director italiano Luca Coelli e dall’artista e ricamatore americano Sam Rey.