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19 mar 2022

Inflazione, Pistoia e Firenze nella top ten delle città più care d'Italia

La classifica è stata stilata dall'Unione nazionale consumatori sulla base dei dati diffusi dall'Istat. Stangata da quasi 1.900 euro per le famiglie toscane con due figli

19 mar 2022
monica pieraccini
Economia
Istat, inflazione ottobre rallenta a 1% (foto Ansa)
Istat, inflazione
Istat, inflazione ottobre rallenta a 1% (foto Ansa)
Istat, inflazione

Firenze, 19 marzo 2022 – Pistoia al settimo posto e Firenze all'ottavo. Anche due città toscane sono nella top ten delle città più care d'Italia. La classifica è stata stilata dall'Unione nazionale consumatori sulla base dei dati diffusi dall'Istat.

Dopo Bolzano, che è prima, Piacenza, Forlì-Cesena, Bologna, Padova e Treviso, c'è Pistoia al settimo posto della classifica, con rincari medi a famiglia pari a 1.615 euro l'anno calcolati sulla base dell'inflazione annua al +6,2%. Segue, in ottava posizione, Firenze con un'inflazione del +5,8% che si traduce in un salasso da 1.598 euro a famiglia. Arezzo è al 13esimo posto, con 1.563 euro di aumento annuale, Siena al 20esimo, con 1.511 euro, Grosseto al 29esimo, con 1.459, Livorno e Massa Carrara entrambe al 32esimo posto, con 1.407 euro di aggravio annuo, Lucca al 41esimo posto con 1.355 euro, tutte città che restano sopra alla media nazionale di 1.338 euro.

Tra le regioni, la Toscana si piazza a metà classifica, con un'inflazione del 5,5% e un rincaro annuo di 1.413 euro per la famiglia tipo di tre persone e di 1.868 per una con due figli.

"Gli italiani – commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori – si stanno pesantemente impoverendo e questo avrà effetti nefasti sui consumi e sulla ripresa economica del Paese. Per questo è importante che il Governo oggi intervenga con misure serie per calmierare i prezzi e il primo provvedimento da prendere è quello di ridurre i prezzi dei carburanti che incidono su tutta la merce trasportata e ricadono sui consumatori finali, abbattendo le accise di benzina e gasolio di almeno 50 centesimi".  

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