Una manifestazione della Bekaert

Roma, 21 settembre 2018 - Nuova tappa della tormentata vicenda della Bekaert, l'azienda multinazionale belga che ha annunciato la cessazione dell'attività nello stabilimento di Figline avviando la procedura di licenziamento per 318 lavoratori, procedura sospesa fino al 3 ottobre in attesa di un accordo sugli ammortizzatori sociali e il futuro dell'area. Oggi si è tenuto un incontro a Roma al ministero dello sviluppo economico.

"Usciamo dall'incontro di oggi con la rassicurazione, da parte del Governo, dell'introduzione della cassa integrazione, tramite il decreto di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi. Riaggiorneremo questo tavolo una volta che quel decreto sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale e che, quindi, se ne potrà leggere il testo e se ne potranno conoscere i contenuti, che serviranno a noi e all'azienda per capire in che modo avviare gli ammortizzatori sociali", ha detto il sindaco di Figline Valdarno, Giulia Mugnai, al termine dell'incontro .

Soddisfazione da parte della Fiom Cgil che parla di un primo risultato "ottenuto grazie alle lotte dei lavoratori". In una nota, la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David e il segretario generale della Fiom Cgil di Firenze Daniele Calosi sottolineano che "il Governo ha ribadito oggi che la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività sarà reinserita con l'emanazione di un decreto che a giorni verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Questo è un primo risultato costruito e raggiunto grazie alla lotta dei lavoratori della Bekaert che porterà un beneficio per tutti coloro che si trovano nella stessa condizione. Per la Fiom la cassa integrazione è condizione necessaria per far ripartire la trattativa, senza ammortizzatore non potrà esserci accordo".

Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim-Cisl ricorda che "sono a rischio 318 lavoratori che senza il decreto sulla cassa integrazione per cessazione, promesso dal ministro Di Maio, saranno licenziati il 3 ottobre prossimo senza alcuna prospettiva. Durante l'incontro, il governo si è impegnato a convocare le parti nelle prossime ore non appena il decreto verrà emanato. Abbiamo preteso comunque una convocazione prima del 3 ottobre. Mentre ai vertici aziendali - prosegue Uliano - abbiamo rivendicato la necessità che Bekaert si impegni a mettere a disposizione gli immobili, oggi di sua proprietà, gratuitamente o comunque con vantaggi economici sostanziosi per le aziende che presenteranno piani di reindustrializzazione dell'area. Un prezzo che la multinazionale deve pagare al territorio dopo l'annuncio improvviso della chiusura e delocalizzazione delle produzioni di Figline in Romania"

Da parte sua, l'azienda ha spiegato "nei dettagli" il piano sociale, che andrà avanti in caso di accordo entro il 3 ottobre: "In caso di accordo, che dovrà essere raggiunto entro il 3 ottobre, il piano prevede una pluralità di strumenti e attività finalizzati alla reindustrializzazione del sito e al ricollocamento dei lavoratori e vede la partecipazione attiva, nel rispetto delle reciproche competenze, di tutti i soggetti coinvolti (azienda e associazioni datoriali, istituzioni, sindacati e dipendenti)". E, sempre nell'ambito di un accordo con i sindacati, la società «si è inoltre già resa disponibile a mantenere in funzione il sito e a proseguire le attività fino al mese di dicembre». Il piano prevede anche misure di incentivazione all'esodo.