Matteo Spanò (foto Germogli)
Matteo Spanò (foto Germogli)

Firenze, 19 giugno 2018 - Un sistema bancario sano e ben radicato, che nonostante le difficoltà del quadro economico generale, anche per il 2017 non ha fatto mancare il proprio sostegno al territorio di competenza, mostrando indici patrimoniali di assoluta tranquillità. È quanto emerge dal bilancio 2017 della Federazione Toscana Banche di Credito Cooperativo, l’organismo associativo delle 14 Bcc della regione prossime ad aderire al nuovo Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, alle quali fornisce servizi di rappresentanza, assistenza, consulenza tecnica e formazione.

Il documento si riferisce ai dati dell’aggregato delle banche che, al 31 dicembre 2017, facevano parte della Federazione Toscana Bcc.

Cresce il numero dei soci delle Bcc, che è passato dai 110.210 del 2016 ai 112.632 del 2017 e anche dall’aumento degli impieghi alla clientela, giunti a 10,26 miliardi di euro.

La raccolta diretta si è attestata a 11,57 miliardi di euro, in lieve flessione rispetto ai 12,02 miliardi del 2016. Il risultato economico evidenzia una perdita consolidata di 14 milioni, per effetto dell’aumento del livello di coverage sui crediti, che ha superato ormai il 48%, in linea con le indicazioni delle Autorità di Vigilanza.

Sul fronte patrimoniale gli indici medi delle 14 Bcc appaiono di tutta tranquillità, con un CET1 che si attesta al 14,52%, mentre il Total Capital ratio giunge al 15,33%. Al 31/12/2017 le Bcc contavano 282 filiali e 2.322 dipendenti, una presenza diretta in oltre il 75% dei 276 Comuni della Toscana.

“I numeri contenuti nel bilancio - commenta il presidente della Federazione Toscana BCC, Matteo Spanò - confermano che il modello del credito cooperativo continua a proporre riscontri importanti in Toscana, dimostrando di essere in grado di offrire concreto supporto a famiglie e imprese del territorio. L’ingresso di tutte le nostre BCC nel nostro Gruppo Iccrea rafforzerà ulteriormente questa capacità”.

"Una serie di indicatori ci dicono che le Bcc stanno uscendo dal periodo più difficile dal secondo dopoguerra ad oggi - aggiunge il direttore Roberto Frosini - Dieci anni di crisi non hanno fiaccato il legame delle BCC con i propri territori di riferimento, che hanno continuato a presidiare ed assistere nonostante i rischi che si palesavano. Con la prospettiva del Gruppo bancario questo rapporto potrà ulteriormente rafforzarsi, perché la Capogruppo dovrebbe mettere a disposizione prodotti e servizi in grado di migliorare la capacità di offerta della singola Bcc".