Firenze, 15 giugno 2018 -  Digitale, hi-tech, start up, innovazione, lavoro 4.0. sono queste la parole chiave del futuro. Chi vuole esserci domani, nel mondo dell’impresa, non può prescindere da tutto ciò. E’ per questo che Firenze e la Toscana guardano con grande interesse ai progetti che vedono protagonista Nana Bianca insieme alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Progetti che guardano al futuro, ai giovani, alle idee, per costruire – se vogliamo – un nuovo Rinascimento economico.

«La rete, il digitale – osserva Paolo Barberis, uno dei fondatori di Nana Bianca – è una componente fondamentale per tutte le attività d’impresa, a partire dai commercianti, artigiani, alle piccole e medie imprese e alle grandi. Una maggiore coscienza digitale è fondamentale, per stare al passo con un mondo che cambia, e in fretta. Un esempio? Basta guardare al turismo – aggiunge Barberis – è un pianeta che è cambiato del tutto in pochi anni. Oggi la maggior parte del business avviene tramite piattaforme online. Sarebbe sbagliato opporsi a questi cambiamenti per conservare interessi particolari, occorre invece governarli, gestirli, ‘sfruttarli’». Per salire sul mondo che cambia occorrono soprattutto due cose: soldi, ossia finanziamenti, e competenze. E ovviamente idee. Su questi tre elementi si innesta il piano di Nana Bianca con la Fondazione Cr Firenze. Nana Bianca è la società fiorentina nata nel 2012 grazie al patrimonio imprenditoriale, costruito e vissuto nel tempo da Paolo Barberis, Jacopo Marello e Alessandro Sordi, tre dei fondatori di Dada che hanno trascorso 20 anni della loro vita a collaborare per sostenere, finanziare e supportare nella crescita oltre 30 società italiane e straniere. Nana Bianca si trova a Firenze: 5 meeting room, 25 Startup innovative, 205 tra developer e imprenditori, con età media 25 anni. Il potenziale di Nana Bianca potrà ora svilupparsi, grazie alla Fondazione Cr Firenze, nella nuova sede dell’ex caserma Cavalli, in quello che era il granaio della famiglia Medici fatto costruire alla fine del Seicento dal granduca Cosimo III.

La fondazione Cr Firenze l’ha comprato per quasi 9 milioni e per investircene altri dieci. L’obiettivo è creare qui, in riva d’Arno, un hub digitale e un incubatore di startup innovative. Una grande «fabbrica» dell’innovazione che sappia coinvolgere la città intera. E possa essere modello anche per il resto della Toscana. Il partner dell’operazione, come detto, è Nana Bianca che in quattro anni ha incubato una trentina di aziende con oltre 200 addetti. La Fondazione lavorera con Nana Bianca insieme all’università di Firenze per scegliere le migliori opportunità da sostenere. Ma come siamo messi in Italia, in Toscana, sul fronte del digitale, dell’innovazione, delle startup? «Non siamo messi male – osserva Barberis – anche se a volte ci sentiamo un po’ soli. In questo senso è importante creare un ecosistema più maturo. Per questo progetti come quello con la Fondazione Cr Firenze sono molto importanti». Nana Bianca e Fondazione Cr Firenze già operano insieme, su questo binario, nel progetto Hubble, il programma che punta a realizzare idee a forte impatto dfgitale, accelerandone la crescita d’impresa: 40 posti di lavoro, 12 nuove startup, 28 imprenditori formati nel 2017 sono i numeri di Hubble.

Stefano Vetusti