La copertina di 'Visibile parlare' di Maria Beatrice Di Castri e Massimo Caria
La copertina di 'Visibile parlare' di Maria Beatrice Di Castri e Massimo Caria

Firenze, 27 agosto 2021 - Parte di una composizione più articolata chiamata 'tanka' o 'waka', l'haiku giapponese (tre versi rispettivamente di cinque, sette e cinque sillabe) ha incontrato la sensibilità di poeti di altre latitudini e veri e la passione di esperti come Paolo Lagazzi o di Renato Minore che ha prefatto per Passigli le opere del poeta e matematico giapponese Kikuo Takano (1927-2006) tradotte da Yasuko Matsumoto. "La poesia – sottolineava Takano - è per me l'unica via per incontrare il senso e la bellezza misteriosa dei legami tra gli esseri. Siamo radicati nelle parole e siamo sulla terra per custodirle". Maria Beatrice Di Castri e Massimo Caria hanno composto a quattro mani 'Visibile parlare' (per le edizioni Settepponti). In queste pagine 'haiku interpreta le foto scattate dall'una e dall'altro (con prevalenza di testi di Di Castri e di immagini di Caria), alla ricerca di verità semplici, epigrammatiche, incontrate soprattutto a Firenze e in località toscane, che danno risalto alla vita e alle attese. “Scrivono gli alberi / calligrammi con gocce / d'inchiostro verde”; “Oltre il cemento /  sa interrrogare il cielo / l'ansia dei petali” e, vista la lunga assenza di fresco durante l'estate nelle città, “Il cielo è sfranto / da promesse di pioggia / tra rami accesi”. Con un testo di Massimo Seriacopi.

Michele Brancale