La Pina col marito Emiliano ieri in città
La Pina col marito Emiliano ieri in città
Firenze, 27 giugno 2021 - Da Firenze a Milano e ritorno, anche se per ripartire presto. Del resto non sta mai ferma, tanto da dire che il suo secondo mestiere è viaggiare. La regina dell’on air, amazzone della radio, record woman di ascolti e principessa delle rapper, è celebre semplicemente come La Pina, anche se per l’anagrafe è Orsola Branzi, nata in riva all’Arno. Ed eccola passeggiare per le strade della sua città, dove qualche giorno fa è tornata per festeggiare il suo compleanno e per concedersi una piccola vacanza da Radio Deejay. Allora cara La Pina,...

Firenze, 27 giugno 2021 - Da Firenze a Milano e ritorno, anche se per ripartire presto. Del resto non sta mai ferma, tanto da dire che il suo secondo mestiere è viaggiare. La regina dell’on air, amazzone della radio, record woman di ascolti e principessa delle rapper, è celebre semplicemente come La Pina, anche se per l’anagrafe è Orsola Branzi, nata in riva all’Arno. Ed eccola passeggiare per le strade della sua città, dove qualche giorno fa è tornata per festeggiare il suo compleanno e per concedersi una piccola vacanza da Radio Deejay.
Allora cara La Pina, nostalgia del paese natale?
"Sono felice e mi sto godendo questo luna park di meraviglie, che sto facendo scoprire anche a mio marito Emiliano, che è napoletano. Insieme stiamo cavalcando questa onda d’amore per la città. E dove io ho 38 cugini".
Com’è Firenze vista da lontano?
"In effetti l’ho guardata tanto da lontano. Sono andata via da piccola, perché i miei genitori si erano trasferiti a lavorare fuori e poi per tanti anni ci sono tornata ma restandone un po’ distante. Poi invece c’è stata una riconquista e non sai con che entusiasmo. E infatti ora me la godo. La sto riscoprendo, con le sue strade, i suoi negozi, le sue piazze...Io e mio marito siamo grandi viaggiatori. Ma qui è diverso, è un posto dove non viviamo ma che sentiamo molto vicino al nostro cuore".
Come l’hai ritrovata?
"Estremamente vivace. Si vede che c’è una nuova generazione che che sta cambiando la città, capace di riaprire le botteghe in una chiave nuova e di scommettere sulle librerie, pronendo cose nuove. Perché diciamolo, Firenze per tanto tempo è come se avesse avuto un po’ di spavento del nuovo. Forse senza rendersi conto che talmente strutturata che non rischia nulla a lasciarsi un po’ andare. Ecco, negli anni passati l’ho sentita più ferma rispetto ad ora".
A proposito di passato, tuo zio è stato un soprintendente di Firenze.
"Sì, mio zio Guido Morozzi è colui che volle gli scavi sotto al Duomo per riportare alla luce i resti della chiesa di Santa Reparta. E infatti mi sono commossa a vedere la targa che lo ricorda. Ma soprattutto è bello che la bellezza sia ben organizzata e fruibile. Insomma, qui si riesce a vivere il bello. Ho anche capito il senso di tanti miei gusti della vita, capisco da dove mi arrivano alcuni colori, certe forme. Credo proprio di avere il Dna di Firenze. E sai quale sarebbe il mio sogno"?
No, dimmelo tu.
"Mi piacerebbe portare la radio dentro ai musei fiorentini e fare qualche trasmissione da lì. Durante il lockdown abbiamo imparato che possiamo andare in onda anche fuori dagli studi, basta avere le app giuste".
Ma adesso, fra le tue mille versatilità, quali sono i tuoi progetti?
"La radio, a me importa solo della radio. Cosa posso desiderare di più, dopo che da 23 anni sono la principessa del ballo? A volte ancora non mi capacito della fortuna che ho di fare un lavoro così bello".