Giuliano Ladolfi (foto da fb)
Giuliano Ladolfi (foto da fb)

Firenze, 12 settembre 2021 - Lo sguardo mariano viene spesso colto con sufficienza oppure si sta a prenderne atto semplicemente come una cosa che c'è, piaccia o meno: e questo è già un passo avanti. La Firenze antica vi aveva radicato in modo geniale la sua architettura, con la costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore, dove il centro è per l'appunto il fiore, cioè Gesù, ma accolto e custodito nelle mani di una donna che guarda a un Dio che rovescia i potenti dai troni, gli stessi che umiliano da secoli le donne, e innalza gli umili.

La copertina de 'La notte oscura di Maria'

Non tutto sappiamo della vita di Maria. Giuliano Ladolfi, ne 'La notte oscura di Maria', edito da Puntoacapo con prefazione di Giulio Greco e postfazione di Ivan Fedeli, ha provato a immaginare il suo sabato santo, il giorno dopo la morte del figlio, cercando di cogliere domande e rappresentando suggestioni in 43 liriche che risultano particolarmente efficaci quando tocca alcuni aspetti della quotidianità: “Lo sguardo, lo rivedo, mi distrusse / intimamente, quando lo trovammo / fanciullo là a Gerusalemme. / Ancora si sarebbe allontanato? / mi chiedevo soffocando il sorriso / che mi saliva sulle labbra, / quando lo sentivo cantare sul lavoro”. La resurrezione, evento centrale per i credenti, in quel momento era inimmaginabile per quanto annunciata. E Maria sente i sonagli dei potenti che sono tornati a sottolineare la loro presenza apparentemente vincente: “Perché a ma comparve il messaggero? / La gloria di Israele / forse avrebbe dovuto splendere / a Roma o lungo / gli atri regali di Gerusalemme. / … i potenti sono tornati sui troni”. Ma, nota Fedeli, “è la donna Maria a vincere, nella sua solitudine fragile, consapevole della sua essenza umana. Eppure così orgogliosa, piegata mai doma”.

Michele Brancale