Novecento
Novecento

Firenze, 24 settembre 2020 - Dopo quasi mezzo secolo dall’evento al Forte Belvedere, torna a Firenze l’arte di uno dei più grandi scultori contemporanei: Henry Moore (1898-1986), capace di fondere linee e suggestioni primitive e tribali con forme e sentimenti che disegnano una nuova classicità. 

A riportare in città la visione del grande artista britannico è il Museo Novecento, con una mostra in programma a metà novembre, che presenterà disegni, grafiche e sculture: «Il primo interesse va ai cittadini, alla comunità locale, bambini, giovani e famiglie, unito poi al tema della coerenza e della sostenibilità . Il Museo Novecento è in questo senso un modello e un esempio virtuoso – ha detto ieri il direttore Sergio Risaliti – Essere giunti dopo due anni a creare una collaborazione scientifica con la prestigiosa Fondazione Henry Moore per riportare a Firenze le opere del maestro cinquant’anni dopo la mostra epocale al Forte di Belvedere è motivo di vanto e di immensa soddisfazione. La mostra organizzata per novembre vuole essere un dono alla città che ha sofferto una crisi drammatica e che sta uscendo a fatica ma con coraggio e orgoglio da questa situazione difficile».

Intanto però partono altri eventi espositivi. Si tratta di ‘’Humus’’ di Andrea Francolino, curata da Luca Puri e Sergio Risaliti, che si fa spazio al primo piano, sotto il loggiato, e che vede installate 28 bandiere, una per ciascuno stato dell’Unione Europea più quella dell’Unione in una sorta di grande bandiera ‘’globale’’ che possa essere adottata dai singoli Paesi all’insegna della tutela per l’ambiente.

Su ciascuna bandiera sono visibili le coordinate gps riferite alle sedi dei singoli parlamenti, un modo discreto e univoco per rivelare il proprio posto nel mondo facendo riferimento a quei luoghi dove gli uomini con le proprie decisioni determinano o meno gli equilibri del nostro pianeta. Gli inni delle 27 nazioni e quello dell’Unione europea riecheggeranno nel loggiato a connotare anche sonoramente l’installazione, per non cancellare definitivamente la storia identitaria dei popoli, il senso di appartenenza a una comunità (fino al 12 dicembre). L'inaugurazione è stata accompagnata da una performance che  dal Palagio di parte Guelfa si è mossa verso  Piazza Signoria per raggiungere poi il Museo Novecento.
Proseguono “Incanto” di Rocco Gurrieri e Irene Montini (fino al 28 gennaio 2021), “Paradigma. Il tavolo dell’architetto. Online” (fino al 28 gennaio 2021) e “Made in Italy - OFF. Suspense” di Lori Lako (fino al 23 novembre 2020).

‏A ottobre sarà la volta della personale di “Duel. McArthur Binion” che vedrà l’artista afroamericano esporre i suoi lavori per la prima volta in un’istituzione culturale italiana. Nel weekend del 10 e 11 ottobre, inoltre, verrà organizzata tra il Museo Novecento e la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la prima edizione di un festival dedicato alle arti performative MATCH. Two Days on Performance / Public / Space come omaggio alla figura di Allan Kaprow – a cui il museo ha dedicato una grande personale negli ultimi mesi –, con incontri, tavole rotonde, performance e uno screening program di approfondimento e riflessione attorno all’attualità delle ricerche performative contemporanee.

Il 25 novembre, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’artista Marinella Senatore realizzerà un’opera site-specific per il loggiato e la parete The Wall del Museo e sarà la protagonista di un talk sul suo lavoro e la relazione con le tematiche della giornata.

‏Ultimo appuntamento del 2020 sarà con Solo. Arturo Martini, retrospettiva dedicata ad uno dei grandi protagonisti dell’arte del Novecento a partire dalle opere della collezione permanente del Museo.