Video choc (foto di repertorio)
Video choc (foto di repertorio)

Firenze, 23 dicembre 2018 - Scene di sesso esplicito tra ragazzini di dodici anni. Uno filma, mentre gli altri due approcciano una coetanea. Nessun adulto. Nessun reato. Tanta emergenza sociale.

La procura dei minori è risalita all’identità dei protagonisti del filmato pornografico finito nella chat di una scuola media del Mugello. Si tratta di ragazzi che vivono nel napoletano. Non sono stati costretti da nessuno, hanno ricostruito gli inquirenti, quindi questo escludo una responsabilità a carico di adulti. Eventuali addebiti potrebbero sorgere tra chi ha fatto girare e condiviso quella scena palesemente pedopornografica: un video passato di telefonino in telefonino, saltando dunque i confini territoriali: dalla Campania, dove è stato girato, è finito nei telefonini dei ragazzi della media di Scarperia, scatenando, logicamente, un putiferio.

Ma l’aspetto che più inquieta di tutto ciò è la precoce emancipazione di questi minorenni e questo rapporto non certo sano con la multimedialità. Tra le fine di ottobre ed i primi di novembre, il caso del video pedo sui telefonini di una classe mugellana esplose con tutto il suo comprensibile fragore.

Dieci secondi da brividi che gelarono le coscenze di mamme, insegnanti, degli stessi carabinieri che hanno dovuto acquisire la clip. In quelle immagini si vedono scene di sesso esplicito fra la bambina e i due coetanei. La piccola si vede perfettamente in viso. Sorride durante le riprese e durante il sesso come se fosse una cosa buffa. Comunque naturale. E’ stato un alunno ad avvertire una professoressa di ciò che circolava sugli smartphone e la docente ha a sua volta avvertito la direttrice didattica, che ha denunciato il tutto alla stazione locale dei carabinieri.

I carabinieri invitarono i genitori della scuola, ma non solo, a controllare i dispositivi dei propri figli e provvedere a cancellare il video in questione. Una raccomandazione che vale per sempre, visto che la procura è imbottita di casi come questi. Come circolano questi video? O di contatto in contatto, partendo ovviamente dalla "fonte", come in questo caso. Ma l’immissione in circolazione talvolta avviene anche tramite pedofili che si infiltrano nelle chat dei giochi on line più amati dai ragazzini. Quello che accadde, ad esempio, più o meno nello stesso periodo, in una scuola media di San Casciano.

stefano brogioni