Controlli con le mascherine all’aeroporto di Peretola
Controlli con le mascherine all’aeroporto di Peretola

Firenze, 24 febbraio 2020 - Crocione sulla Cina. E, salvo qualche eccezione, anche su Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Vietnam e via orientaleggiando. I fiorentini, scombussolati dall’ansia da Coronavirus, hanno rinunciato praticamente a ogni prenotazione, che fosse per lavoro o per diletto, verso i Paesi più vicini al focolaio madre del Covid-19.
La conferma arriva da Cinzia Chiaramonti, vicepresidente Fiavet Toscana, che dice senza mezze misure: "Il mercato verso l’Oriente è completamente bloccato". Distinzione importante, però: "Non ci risulta che i fiorentini abbiano rinunciato a viaggiare, magari anziché in Giappone vanno in vacanza negli Stati Uniti o in Argentina".
La psicosi da spostamento in generale dunque, non si registrerebbe. Quella da viaggio in Oriente sì, eccome. "Ci sono agenzie specializzate in pacchetti che comprendono quasi esclusivamente la Cina e i paesi vicini e per loro la situazione è disastrosa. – prosegue Chiaramonti – Sono già arrivate numerose richieste di sostegno a reddito". "D’altronde – aggiunge ancora – chi oggi si avventurerebbe in una vacanza in Tiber, considerando il livello sanitario di quelle zone?".
E intanto Firenze è scossa. E se in città la situazione sembra tutto sommato tranquilla – fatta eccezione per qualche mascherina comparsa in centro e per la desertificazione di bazar e parrucchieri gestiti da cinesi – nei grandi poli commerciali dell’hinterland si tocca con mano la delicatezza del periodo.
L’immagine del The Mall, il centro commerciale dell’alta moda a Leccio, nel comune di Reggello, è in tal senso emblematica. Una città fantasma. Pochi pullman in arrivo da Firenze e semivuoti, parcheggi deserti, uno scenario che non si ricorda dalla sua inaugurazione, ormai quasi 20 anni fa. Dei cinesi che rappresentavano soprattutto nei giorni feriali più di un terzo della clientela, nessuna traccia. Non esistono stime precise dell’impatto di questa situazione, ma si ipotizza che il calo di vendite, tra Repubblica popolare, Corea e Taiwan, pesi di un 50% circa. "Lo scenario all’outlet è apocalittico" dice Francesca Battistini di Filcams Cgil Firenze.
Con il fiato corto anche i grandi centri commerciali della Piana che corre da Firenze a Prato che fanno registrare una flessione di presenza (in questo caso di italiani che preferiscono evitare luoghi troppo affollati). Resta a galla l’Outlet di Barberino, non particolarmente gettonato tra i cinesi. Nella cittadella della moda sono comunque state prese delle precauzioni. "Come da prassi stiamo fornendo disinfettanti per le mani per uso pubblico" fanno sapere.
(ha collaborato Beatrice Torrini)