I vandalismi alla stazione (Giuseppe Cabras / New Press Photo)
I vandalismi alla stazione (Giuseppe Cabras / New Press Photo)

Firenze, 5 marzo 2018 - Vandalismi di alcuni immigrati in centro a Firenze. Si tratta prevalentemente di membri della comunità senegalese, che protestano dal primo pomeriggio di lunedì 5 marzo dopo l'uccisione di un loro connazionale sul ponte Vespucci. Ad uccidere il senegalese a colpi di pistola è stato un uomo italiano. L'omicidio non va ricondotto, secondo gli inquirenti, al razzismo. Gli immigrati hanno rovesciato fioriere, dato pugni contro le vetrine.

E' intervenuta la polizia e ci sono stati momenti di grande tensione. Si tratta di una trentina almeno di persone. Spaventati turisti e fiorentini che stavano passeggiando in quello che è il salotto buono della città. Le proteste erano iniziate sul ponte Vespucci, dove era stato bloccato un bus turistico. Nel tardo pomeriggio in centro il corteo ha rovesciato cestini e scooter.

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E' intervenuta la polizia in assetto antisommossa. Molti passanti hanno preferito rifugiarsi dentro i negozi. Il corteo, dopo via dei Calzaiuoli e piazza del Duomo, si è spostato verso la stazione. Qui ha bloccato il traffico intorno al cantiere della tramvia. Tutto fermo, compresi autobus e taxi. La situazione è via via andata tranquillizzandosi per poi tornare tesa intorno alle 20.30, quando sempre in piazza stazione sono ricominciati i disordini. Con alcune barriere del cantiere della tramvia che sono state divelte. 

OMICIDIO, ESCLUSO MOVENTE RAZZISTA - "I fini «razzisti sono da escludere. Oltretutto il profilo personale dell'uomo non è collegabile a questo". A dirlo è il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, al termine dell'interrogatorio di Roberto Pirrone, il 65enne che oggi ha sparato e ucciso Idy Diene, 54 anni, senegalese, sul punte Vespucci. «Non sono emersi suoi legami con gruppi politici - ha aggiunto Creazzo - tanto meno di destra o razzisti. Era un collezionista di armi e in casa sono stati trovati anche alcuni cimeli dell'ex Unione Sovietica». L'uomo voleva suicidarsi, ha confermato il procuratore.

LA LEADER DELLA COMUNITA' SENEGALESE: "DISPIACIUTI PER VANDALISMI" - Un presidio per Idy Diene, il senegalese ucciso oggi a Firenze: ad annunciarlo, per domani alle 15 sul ponte Vespucci, il luogo dove è avvenuto l'omicidio, è la presidente dell'associazione dei senegalesi di Firenze Diye Ndiaye. «Siamo molto dispiaciuti per i danneggiamenti e per quanto avvenuto, stiamo facendo il possibile per calmare i ragazzi - spiega Ndiaye - sono molto impauriti, molto arrabbiati, anche per il clima generale che si respira in questo momento, ma stiamo facendo il possibile per tranquillizzarli, per rasserenare gli animi. Firenze non merita quello che sta succedendo, siamo davvero mortificati. Domani daremo vita ad una iniziativa all'insegna della solidarietà».

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IL SINDACO NARDELLA -  "Comprendiamo il dolore, ma qualunque forma di violenza contro la città  è inaccettabile, tenuto conto anche che l'omicida è stato subito assicurato alla giustizia e l'amministrazione comunale ha incontrato una delegazione della comunità senegalese". Lo ha detto  il sindaco Dario Nardella. "I violenti - ha dichiarato Nardella - vanno isolati e azioni del genere sono incivili oltre che irrispettose della memoria della stessa vittima". Il sindaco ha parlato anche con il console del Senegal Eraldo Stefani.