Firenze, 23 febbraio 2021 -  "La questione è semplice: mentre noi aspettiamo l'Europa, la gente rischia di morire di Covid. Si stanno facendo le pulci sul prezzo, ma qui si tratta di vita o morte, anche per l'economia perché se non si vaccina qui non riparte più niente, e le aziende, glielo assicuro, stanno morendo" . Non le manda certo a dire Vincenzo D’Isanto, di professione commercialista, che ha scritto una lettera aperta al governatore Eugenio Giani invitandolo a darsi una mossa. "Noi siamo anche pronti pagarceli di tasca nostra i vaccini, chi può naturalmente -afferma   Giani si attivi per comprarli.  Zaia aveva trovato 12 milioni di vaccini, quindi si può fare, perché è stato bloccato?

Nella lettera D'Isanto racconta la storia di  un ottantatreenne di Firenze che,  lo scorso venerdi 20 febbraio, ha chiesto alla segretaria degli studi medici delle Cure quando il suo medico di famiglia avesse programmato di vaccinarlo contro il Covid. La risposta è stata: "La sua vaccinazione è prevista per il 28 giugno, essendo lei il n. 109. Incredulo, ha chiamato direttamente il suo medico, il  Dr Bottai, il quale ha confermato che purtroppo facendo i conti, cominciando dai più anziani, a lui sarebbe toccato il 28 giugno "

Il problema è il solito: "I vaccini cono pochi. Ad ogni medico vanno sei vaccini la settimana, quando ogni professionista potrebbe vaccinare  70/80 persone a settimana, completando il'immunizzazione in due in due mesi, calcolando anche la seconda dose”

"Vorrei ricordare a Giani - continua D'Isanto - che l’art. 32 della nostra Costituzione recita: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.  Quindi  che rispetto è quello di impedire alle persone di tutelarsi, magari rivolgendosi alla sanità privata, e si costringe ad aspettare che al proprio medico di famiglia vengano dati i vaccini per tutelare i propri pazienti più a rischio?".

"Se ci viene impedito di ricorrere alla sanità privata, rivelatasi molto più puntuale ed organizzata rispetto alla sanità pubblica e, quella regionale pubblica non riesce ad approvvigionarsi dei vaccini necessari per tutelare i propri assistiti, significa che siamo condannati a morire" sottolinea D'Isanto.

Che conclude la lettera " cari Governatore e Assessore alla Sanità, Vi esorto a comprare i vaccini direttamente, pagando quello che il mercato chiede, anziché fare le pulci al prezzo, come ha fatto la Commissione Europea, e si facciano pagare ai cittadini, con le stesse modalità con le quali paghiamo il ticket sui medicinali, lasciandoci la speranza di morire per le nostre patologie e non per il COVID.

Domenico Guarino