OLGA MUGNAINI
Cronaca

Un tira e molla di 25 anni: "Decisione arbitraria che discredita l’Italia"

Il no del Consiglio superiore dei beni culturali è la pietra tombale sull’opera. La rabbia dell’ordine degli architetti: "Scelta inconcepibile e pericolosa. Noi mai entrati nel merito, ma solo difeso la procedura concorsuale".

Un tira e molla di 25 anni: "Decisione arbitraria che discredita l’Italia"

Un tira e molla di 25 anni: "Decisione arbitraria che discredita l’Italia"

Dopo venticinque anni è arrivata la pietra tombale. Il de profundis per la Loggia Isozaki. A niente sono valsi gli appelli e gli inviti al rispetto di una procedura di concorso bandito dallo Stato, che a tutti gli effetti ha valore legale. A nulla è servito sottolineare il discredito che avrebbe gettato sul nostro Paese, l’annullare una gara presieduta da una giuria super qualificata, fra cui gli allora soprintendenti Antonio Paolucci e Mario Lolli Ghetti. Nel corso dei decenni ci hanno provato l’Ordine degli Architetti, l’Ance, la Fondazione Michelucci, intellettuali, storici dell’arte. Ma non è bastato.

Adesso, dopo un tira e molla durato decenni, il Consiglio superiore dei beni culturali ha sancito il no definitivo al progetto per l’uscita degli Uffizi su piazza Castellani, realizzato dal maestro giapponese Arata Isozaki, vincitore del concorso bandito nel 1998 e conclusosi nel 1999."E’ un vero scoramento, una decisione inconcepibile e pericolosa che getta discredito sull’Italia e sulla procedura concorsuale - afferma il presidente dell’Ordine degli architetti di Firenze, Andrea Crociani –. La questione centrale è che non si può mettere in discussione l’esito di un concorso senza che si siano modificate le esigenze che lo hanno motivato. Il fatto grave è che l’annullamento della Loggia Isozaki risulta una scelta arbitraria, dettata dal gusto e da valutazioni estremamente soggettive. Noi, nel corso degli anni, non siamo mai entrati nel merito del progetto, ma abbiamo sempre e unicamente difeso la procedura concorsuale e la sua credibilità, anche sul piano internazionale. Sempre più frequentemente studi stranieri di progettazione sono incerti sulla partecipazione a bandi in Italia, proprio perché non c’è la certezza della realizzazione".

Nessuna valutazione di merito, ma Crociani sottolinea che all’epoca, per progettare l’uscita degli Uffizi, furono invitati i migliori architetti a livello internazionale: Arata Isozaki, che fu poi decretato il vincitore, Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster, Vittorio Gregotti e Hans Hollein.

Questione di gusti personali? Il presidente degli architetti rammenta che a suo tempo ai fiorentini non piaceva neppure la Stazione di Santa Maria Novella, progettata negli anni ’30 dal Gruppo Toscano guidato da Giovanni Michelucci. Oggi unanimemente riconosciuta un capolavoro architettonico. "E ora che succederà – conclude Crociani –, un nuovo concorso? Un affidamento diretto del progetto? Mi sembra una situazione davvero paradossale che non fa bene all’immagine del nostro Paese".

Chi non commenta la decisione di Roma è il direttore degli Uffizi Eike Schmidt che nel corso degli anni ha più volte cambiato opinione, passando dall’estremo entusiasmo alla prudenza, arrivando persino a proporre nel 2016, un referendum fra i fiorentini. Poi alla fine si era arreso, sostenendo che "a questo punto è una decisione politica e speriamo solo che la politica decida".