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14 mag 2022

"Uffizi diffusi, nuovo dipinto. È solo l’inizio"

Riportata a casa l’opera che fu sottratta alle razzie naziste. Eike Schmidt: "Andremo avanti puntando sulla Villa dell’Ambrogiana"

"Una gioia tornare a Montespertoli. Sono stato qui ancora prima di pensare agli Uffizi diffusi, e qui torno per la restituzione di un’opera ancora in cerca di autore. Con le 11 iniziative del 2021 dedicate al progetto degli Uffizi diffusi siamo solo all’inizio. Andiamo avanti puntando sulla Villa dell’Ambrogiana, che al momento è l’anello mancante nel circuito delle ville medicee toscane, ma che sarà poi il più forte, in grado di portare turisti nelle strutture dell’Empolese Valdelsa che oggi non ricevono le visite che dovrebbero. Torno a Montegufoni - che ha tante potenzialità - perché le opere ospitate nella Galleria degli Uffizi non appartengono a Firenze ma a tutta la Toscana e devono poter dialogare con i territori ai quali sono legate". Così Eike Schmidt ha aperto l’incontro organizzato a Montespertoli per la presentazione della mostra ’La predella degli Uffizi salvata al Castello di Montegufoni’.

Il direttore delle Gallerie ha così ’riportato a casa’ il dipinto sottratto alle razzie naziste che fu costudito e messo in salvo proprio al Castello insieme ai capolavori di Botticelli. La mostra sarà visitabile al Museo di Arte Sacra di San Piero in Mercato fino all’8 gennaio 2023 nell’ambito del progetto Terre degli Uffizi (realizzato dalle Gallerie insieme alla Fondazione CR Firenze). Oggetto dell’attenzione dei tanti intervenuti all’inaugurazione di ieri, una predella di bottega fiorentina quattrocentesca – un ‘gradino’ dipinto che stava alla base di una ‘pala quadra’ rinascimentale - dove sono raffigurate Storie di San Pier Martire e, nel riquadro centrale, Cristo in pietà. Requisita da un convento durante le Soppressioni Napoleoniche degli edifici religiosi del 1808–1810, si trovava a metà 800 nella Galleria dei Quadri Antichi e Moderni dell’Accademia di Belle Arti. "Un’opera d’arte che rappresenta una straordinaria occasione di studio - ha proseguito Schmidt - La predella sarà sottoposta allo scrutinio degli studiosi e dei curiosi, nella speranza che qualcuno risolva i molti interrogativi ancora aperti. Si tratta di un’operazione insolita, perché non propone soluzioni dall’alto ma intende stimolare la curiosità e la partecipazione dei visitatori. Le ‘Terre degli Uffizi’ diventano, così, anche occasione di dibattito scientifico". A fare gli onori di casa il sindaco Alessio Mugnaini: "I piccoli comuni fanno gran fatica per stare al passo con iniziative del genere - ha detto - ma siamo certi che questo è solo l’inizio di una collaborazione prestigiosa che rende giustizia al passato del nostro territorio". Durante la Seconda Guerra Mondiale l’opera era stata ricoverata nell’antica rocca medievale della famiglia Acciaioli che ai primi del Novecento fu acquisita dalla famiglia dei nobili inglesi Sitwell. Quando i pericoli delle incursioni aeree costrinsero a mettere in salvo il patrimonio artistico fiorentino, Montegufoni accolse, tra le tante opere in arrivo dagli Uffizi, anche veri e propri capolavori quali la Maestà di Giotto e i dipinti di Botticelli. Oggi la predella, ritornando vicino al luogo del suo salvataggio, si fa testimone di un pezzo importante della storia del Novecento.

Ylenia Cecchetti

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