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15 apr 2022

Turisti a Firenze, l’incubo è passato. Negli alberghi c’è la ripartenza vera

Prenotazioni di aprile confortanti. Tornano gli americani e tanti arrivi dall’Europa, vicini al tutto esaurito

15 apr 2022
monica pieraccini
Cronaca
I turisti stanno prendendo d’assalto Firenze per il ponte di Pasqua
I turisti stanno prendendo d’assalto Firenze per il ponte di Pasqua
I turisti stanno prendendo d’assalto Firenze per il ponte di Pasqua
I turisti stanno prendendo d’assalto Firenze per il ponte di Pasqua

Firenze, 16 aprile 2022 - A Firenze si torna a respirare aria di normalità. All’ombra del Cupolone si sente parlare americano, una gioia per le orecchie di chi lavora nel turismo. Poco male se non ci sono i russi, turisti di Forte dei Marmi, sopratutto. Per gli americani è diverso. Sono mancati, qui a Firenze. Alle grandi griffe della moda, agli artigiani, e sopratutto agli alberghi, quattro e cinque stelle, dove sono soliti soggiornare. Così, a meno che l’Italia non finisca nella lista Usa dei Paesi da evitare, la sensazione è quella che con questa Pasqua si possa dire addio alla città vuota della pandemia.

Un incubo, del quale si vivono ancora gli strascichi, ma si guarda al futuro con cauto ottimismo. Insieme ai turisti di Oltreoceano sono tornati gli europei. I francesi, sopratutto, e gli spagnoli. In questo lungo weekend di Pasqua saranno anche tanti italiani a riversarsi nelle strade e dentro i musei di Firenze. L’occupazione delle camere è al 90%. "Gli alberghi sono tutti pieni", dice Giancarlo Carniani, vicepresidente di Confindustria Firenze e general manager dell’hotel Plaza Lucchesi e di Villa Olmi. "Sembra, finalmente, una stagione ‘normale’, come non si vedeva da quando è scoppiata la pandemia".

Diversamente, per esempio, da Roma, gli alberghi a Firenze hanno riaperto tutti. Tranne quelli che non sono riusciti a sopravvivere e hanno riconsegnato definitivamente le chiavi dell’attività. Non ci sono numeri in proposito, ma qualche nome sì. Si tratta sopratutto di strutture ricettive da tre stelle in giù, come l’Hotel Byron in via della Scala o il Basilea di via Guelfa. Gli affitti troppo alti o qualche squilibrio finanziario hanno messo la parola fine ad attività che non hanno retto i due anni di mancanza di turisti. Non tutto, d’altro canto, è alle spalle. Lo sanno bene gli albergatori e tutti quelli che nel turismo hanno lavorato e che mai si sarebbero immaginati una Firenze vuota, come quella che abbiamo visto nel 2020 e anche per gran parte del 2021.

La fiducia c’è, ma al netto di eventi avversi e imprevedibili. Tanto più che dopo il boom di Pasqua si evidenzia già un calo delle prenotazioni. "Subito dopo Pasqua ci si assesta su un’occupazione delle camere del 40-50% - fa presente Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Confcommercio Firenze – ma comunque ci incoraggia la media del mese di aprile, del 75%, che ci indica che stiamo recuperando, anche se lontani dai livelli del 2019".

"Purtroppo – aggiunge Giovanpaolo Innocenti, presidente di Firenze Albergo, il consorzio che riunisce 200 hotel della città – si prenota ancora il viaggio all’ultimo momento e attualmente i mesi di maggio e giugno non sono brillanti da questo punto di vista. Pasqua, da sola, non è la soluzione ai nostri problemi".

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