Un’immagine di Febbre da cavallo, protagonisti tre scommettitori avvezzi a piccole truffe
Un’immagine di Febbre da cavallo, protagonisti tre scommettitori avvezzi a piccole truffe

Firenze, 12 dicembre 2019 - Ha poco più di cinquant’anni. Distinto, profumato, elogio forbito. Galante, perfino. Quando entra in un negozio, fiuta la preda, la studia un attimo e si muove con meccanismi collaudati. “Carissima, si ricorda? Sono l’amico di...”. Di chi? Di nessuno. Il signore di cui sopra è infatti un truffatore che sta sfilando quattrini a decine di commercianti della città, dall’Oltrarno al Campo di Marte, con ‘puntate’ anche a Scandicci. Il dettaglio più odioso della faccenda è che lo fa tirando in ballo spesso e volentieri anche il Meyer, l’ospedalino pediatrico che tutti i fiorentini hanno nel cuore e per il quale senza pensarci su aprono volentieri il portafogli.

Riavvolgiamo il nastro. Il truffatore (ma c’è chi sospetta che ce ne siano in circolazione almeno un altro paio, grossomodo della stessa età e sempre gentili e ben vestiti) ha una strategia precisa. Entra in un negozio, in genere sempre di un certo livello (pasticcerie, grandi attività di alimentari, fiorai) e si spaccia per l’organizzatore di un imminente cena di un fantomatico golf club. Lasciamo ora che il racconto lo prosegua Veronica, titolare di un negozio di fiori vicino a Porta San Frediano, che ha denunciato l’episodio e dato il la a una serie di segnalazioni analoghe in diverse zone. «L’altra sera, intorno alle 18,30, è entrato un uomo distinto e ha iniziato a parlare con fare affabile. – dice – Mi ha spiegato che stava organizzando una cena di lusso nei giorni successivi e che avrebbe avuto bisogno di alcuni bouquet. Ne ha ordinati quindici da 35 euro l’uno per un totale di oltre 500 euro dicendo che sarebbe passato a ritirarli e a pagare qualche giorno dopo».

E poi scatta la truffa. «A quel punto mi ha chiesto se fossi interessata ad acquistare un piccolo spazio pubblicitario per la mia attività su un giornalino che circola negli ambienti del golf. – prosegue Veronica – Di fronte a un ordine di fiori così grosso non mi sono sentita di dirgli di no. Il costo della pubblicità? 20 euro. Ho chiesto ’Glieli scalo dal conto finale quando ritira i fiori?’. ’Non è possibile, mi ha risposto, perché il giornalino va in stampa prima e devo consegnare i soldi. Così ho pagato. Non si è mai presentato a ritirare i fiori e io avevo pure speso soldi per ordinarglieli». Così il truffatore sembra aver fatto in una pasticceria, in un altro negozio di fiori, in una pizzeria, in un centro carni. Spesso, come detto, chiede soldi dicendo che il giornalino sostiene il Meyer. Occhio!

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