La scena della tragedia
La scena della tragedia

Firenze, 3 luglio 2014 - NESSUNA autopsia sui corpi di Donatella e Alice Mugnaini: lo ha deciso la patologa Martina Focardi, incaricata degli accertamenti medico-legali dal sostituto procuratore Giuseppe Ledda, titolare dell’inchiesta sulla tragica morte della zia cinquantunenne e della nipotina di soli due anni, travolte e uccise da un ramo caduto da un albero venerdì sera alle Cascine. Il magistrato ha immediatamente ‘liberato’ le due salme e così stamani alle 10, presso la chiesa dell’Immacolata in via Paoletti, sarà possibile celebrare i funerali che la famiglia ha chiesto vengano svolti in forma strettamente riservata. E’ comunque confermato il lutto cittadino: il sindaco Dario Nardella ha firmato un’ordinanza che prevede che le bandiere esposte sui palazzi pubblici saranno per tutto il giorno a mezz’asta e che saranno sospesi gli spettacoli di ‘intrattenimento leggero’ promossi dall’amministrazione.

Per mezzogiorno, inoltre, è previsto un minuto di silenzio nelle assemblee pubbliche e in tutti gli uffici del Comune. Palazzo Vecchio ha invitato anche i luoghi di lavoro privati a rispettare il minuto di silenzio e ad abbassare le saracinesche dei negozi.

E MENTRE l’inchiesta va avanti e si attende nelle prossime ore che la procura affidi a un esperto botanico una consulenza sull’albero da cui si è staccato il ramo-killer, ieri Nardella è intervenuto a margine di un’iniziativa in Palazzo Vecchio: «Aspetteremo di capire se vi siano responsabilità: se queste saranno stabilite saremo ovviamente tenuti a prendere provvedimenti». Quattro funzionari del Comune sono indagati ma in ogni caso, ha aggiunto Nardella, «l’amministrazione comunale è tranquilla e pronta a collaborare, come ho detto in più occasioni». I quattro indagati fanno parte della direzione ambiente: si tratta del dirigente servizio qualità del verde Stefano Cerchiarini, del responsabile gestione del verdel Quartiere 1 Franco Salvini, del responsabile gestione del verde del Quartiere 5 Carlo Maria Marini e di un dipendente dell’ufficio tecnico gestione del verde del Quartiere 1, Massimiliano Cioni.

COMUNQUE, ha continuato il primo cittadino, «non ho preso il 60 per cento dei voti per chiudere il parco delle Cascine o trasformarlo in un ghetto: ho intenzione di insistere con più determinazione sulla strada della riqualificazione e della messa in sicurezza dell’area». Per Nardella «le Cascine non sono un parco facile da gestire, lo sappiamo bene, ma la risposta non deve essere quella di scappare o di farsi prendere dal panico o dalla paura. Le Cascine devono essere un parco vissuto: in quest’ottica, noi anticiperemo i lavoro per la realizzazione del nuovo impianto di illuminazione con 120 punti luce, metteremo a punto contestualmente la rete di 23 videocamere, appronteremo un piano di viabilità per la sicurezza stradale dell’area, aumenteremo i controlli e la manutenzione sulle piante del parco».

«DI FRONTE ad avvenimenti così forti e drammatici — ha proseguito Nardella — anche se molto diversi tra di loro, la risposta che dobbiamo dare è quella di dedicare ancora più attenzione alle Cascine, nel segno della riqualificazione e del rilancio, secondo la strada già intrapresa dalla giunta Renzi». Nella zona, ha poi concluso Nardella, c’era uno «spazio abbandonato dove vi era prostituzione: ora vi abbiamo aperto un locale, il Fosso bandito, e la prostituzione non c’è più. Questa è la via che vogliamo percorrere».