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9 mag 2022

Torre dell’orologio Interventi per riaprirla

La giunta di Giacomo Cucini ha approvato il progetto per la messa in sicurezza e la fruibilità pubblica

Presto il pubblico potrà accedere a spazi del celebre Palazzo Pretorio di Certaldo, icona del Medioevo toscano, sino ad oggi off-limits. Non praticabili. Ad esempio, la torre dell’orologio che è uno dei simboli del borgo Bandiera Arancione del Tci. Ed anche alcuni camminamenti in prossimità della copertura del palazzo che garantiscono ai visitatori panorami mozzafiato sulla Valdelsa e sul vicino Chianti. C’è un progetto in merito, appena approvato dalla giunta giudata da Giacomo Cucini: è il primo lotto di una serie più complessa di lavori per un importo, in tutto, di 360mila euro. Si tratta dell’intervento di restauro e valorizzazione del Palazzo Pretorio con ripristino dell’agibilità di alcune porzioni interdette al pubblico. Il primo lotto riguarda, appunto, il consolidamento della passerella e scala di accesso alla torre dell’orologio di Palazzo Pretorio per l’importo complessivo di 20mila euro.

E’ arrivato il via libera al progetto esecutivo. Quindi luce verde al cantiere che oltretutto non dovrebbe ostacolare in alcun modo le possibilità di visita al monumento. Questo primo lotto dei lavori prevede, nell’ordine: il "confinamento" degli spostamenti orizzontali della scala metallica che si trova nella torre tramite l’installazione di vincoli rigidi realizzati con barre filettate resinate a muro e ‘grip’ con doppio piatto serrato da dadi contrapposti. Insomma: ancoraggio in massima sicurezza. In altre parole si ripristinano - al di là della salita alla torre dell’orologio - anche le condizioni di sicurezza di alcuni camminamenti panoramici che erano stati interdetti. Dalle mura di Palazzo Pretorio la vista spazia su gran parte della Valdelsa, il vicino Chianti, il Senese e l’Appennino: panorama che è un po’ la ciliegina sulla torta dopo aver visitato l’interno del monumento, ormai assurto - come si diceva all’inizio - all’onore di essere uno dei simboli del Medioevo toscano.

Andrea Ciappi

© Riproduzione riservata

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