Piazzale Oriana Fallaci alla Fortezza (Foto NewPressPhoto)
Piazzale Oriana Fallaci alla Fortezza (Foto NewPressPhoto)

Firenze, 16 maggio 2019 - Nell’ultimo anno e mezzo, a Firenze, 8 nuove strade si sono dipinte di rosa. Ma il numero delle vie e delle piazze dedicate alle donne resta bassissimo, in linea con il trend nazionale. 

Il censimento portato avanti dal sito «ToponomasticaFemminile.com» non lascia dubbi. Nel marzo 2018, data dell’ultimo aggiornamento, su un totale di 2.362 toponimi, le strade intitolate a uomini erano 1.183, togliendo già dal calcolo quelle riferite alle grandi famiglie. Solo 94 le vie al femminile, che però da allora sono salite a 102. Ma chi sono queste donne? In ben 26 casi si tratta di Madonne, in 28 di Sante, beate o martiri e in 9 di fondatrici di ordini religiosi o benefattrici. Solo una fetta piccolissima rimane alla sfera laica (39 strade). 

Ecco allora Florence Nightingale, l’infermiera britannica (nata a Firenze), fondatrice dell’assistenza infermieristica moderna, le artiste Artemisia Gentileschi e Suor Plautilla, vari personaggi leggendari o letterari (incluse Fiammetta e Laura, amate da Boccaccio e Petrarca), diverse donne di spettacolo e una piccola schiera di letterate, figure storiche o di rilievo politico, da Matilde di Canossa a Eleonora Pimentel Fonseca. E per alcune intitolazioni non sono mancate, per motivi diversi, le polemiche, come nel caso del piazzale dedicato Oriana Fallaci o dell’area verde che porta il nome di Andreea Cristina Zamfir, la giovane uccisa nel 2014 sotto un cavalcavia dell’A1. Se il numero totale resta basso, va detto che lo sforzo a intitolare piazze e strade a figure femminili è aumentato in città, tanto che rispetto al vecchio censimento si sono aggiunti 8 toponimi (oltre e numerose sale e stanze pubbliche). 

Una serie di delibere firmate dall’assessore alla toponomastica Andrea Vannucci, hanno portato alla nascita di via Santa Berta, badessa del 12esimo secolo, a via Lorella De Luca, attrice nota anche come Hally Hammond. E ancora piazza Anna Maria Ichino che fu al fianco di Carlo Levi battendo a macchina ‘Cristo si è fermato a Eboli’ e via Raffaella De Dominicis, promotrice della radioterapia a Firenze, alla quale è stato intitolato il ponte sul Terzolle vicino a Careggi. 

Ultime in ordine di tempo, in questo 2019, la via dedicata a Rhoda de Bellegarde de Saint Lary, tennista italiana e crocerossina della Prima Guerra Mondiale; le piazzetta Wanda e Salvatore Ferragamo, vicino al Ponte Vecchio; o ancora via Fioretta Mazzei e il giardino che commemora Michela Noli, vittima di femminicidio. 

Due infine le intitolazioni in arrivo a breve: alla scrittrice Maria Luisa Fiumi e all’astrofisica Margherita Hack. La battaglia intanto si estende dal capoluogo all’hinterland. A San Casciano, Paola Malacarne, consigliera comunale e referente regionale per l’associazione Toponomastica femminile, ha presentato una mozione (accolta all’unanimità) per dedicare più strade alle donne. D’altronde, su 211 toponimi della zona, solo 10 sono al femminile e in 4 casi si tratta di figure religiose. In città come in provincia, la parità di genere fatica insomma a «farsi strada».