Un reparto Covid ospedaliero
Un reparto Covid ospedaliero
Firenze, 8 dicembre 2021 - C’è un problema grosso. E la sua soluzione – ammesso che ci possa essere nei tempi previsti – potrebbe causare altri problemi e code infinite agli hub. Riguarda l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale del comparto scolastico, delle forze dell’ordine e della polizia locale, che scatterà il 15 dicembre insieme all’obbligo di terza dose per il personale della sanità. Queste categorie dal 15 mattina non potranno presentarsi al lavoro se non saranno in regola. E, sebbene la Toscana sia la regione più avanti nella somministrazione di dosi booster, ci sono ancora decine di migliaia di lavoratori della sanità che non hanno fatto il richiamo. Sono 69mila i lavoratori del mondo...

Firenze, 8 dicembre 2021 - C’è un problema grosso. E la sua soluzione – ammesso che ci possa essere nei tempi previsti – potrebbe causare altri problemi e code infinite agli hub.

Riguarda l’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale del comparto scolastico, delle forze dell’ordine e della polizia locale, che scatterà il 15 dicembre insieme all’obbligo di terza dose per il personale della sanità. Queste categorie dal 15 mattina non potranno presentarsi al lavoro se non saranno in regola.

E, sebbene la Toscana sia la regione più avanti nella somministrazione di dosi booster, ci sono ancora decine di migliaia di lavoratori della sanità che non hanno fatto il richiamo. Sono 69mila i lavoratori del mondo sanitario che in Toscana hanno già fatto il booster prenotando tramite portale, altri 10mila sono prenotati da qui al 31 dicembre. Ma la platea è formata da almeno 120mila persone. Anche se ce ne sono tanti che lo hanno fatto direttamente in ospedale senza prenotare.

Cosa fare? La Toscana per agevolare le operazioni ha creato una corsia preferenziale sul portale regionale "Prenota vaccino", destinata proprio a personale sanitario, scolastico e forze dell’ordine. Ma al momento sono pochi i posti rimasti liberi: per le terze dosi le agende sono già sature all’84%, restano 51mila posti prenotabili di cui la maggior parte concentrata nell’ultima settimana di dicembre. "Oggi stesso le Asl metteranno a disposizione migliaia di nuovi appuntamenti", rassicura l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini. Resta il fatto che siamo ancora distanti dal raggiungere l’obiettivo.

Oltretutto bisogna considerare quali decisioni potrebbero arrivare da Roma. Perché la struttura commissariale nazionale, il 20 novembre scorso, aveva inviato alle Regioni una circolare firmata dal generale Francesco Paolo Figliuolo. In quella circolare l’indicazione per agevolare i lavoratori sottoposti a obbligo vaccinale è di farli accedere agli hub con accesso libero, senza prenotazione. Una modalità che se funziona per il numero ristretto di prime dosi, per numeri così grandi, con l’elevato traffico di vaccinazioni in corso, rischierebbe di far saltare il sistema o di metterlo in seria crisi.

Proprio mentre ci si prepara a partire con la vaccinazione dei più piccoli. Si tratta di circa 251mila bambini tra i 5 e gli 11 anni in Toscana, di cui circa 6mila estremamente vulnerabili. Da venerdì alle 14 sul portale regionale sarà possibile prendere appuntamento negli hub. A Firenze gli angoli destinati alla vaccinazione dei bambini sono in fase di allestimento al Mandela forum e alla tensostruttura di Farmapiana ai Gigli di Campi Bisenzio. I bambini estremamente vulnerabili saranno vaccinati al Meyer. Mentre i ragazzi fragili, anche allergici gravi, saranno chiamati dai centri che li hanno in cura. Oppure saranno inviati all’ambulatorio ospedaliero di Torregalli dove potranno effettuare la vaccinazione in ambiente protetto.

L’ambizione del presidente della Regione Eugenio Giani è di assottigliare in misura cospicua il numero dei toscani senza anticorpi, motivo per cui si sente di rivolgere un invito pressante ai genitori: "È un appello fondamentale – sottolinea – sappiamo quello che può essere il meccanismo psicologico quando si parla dei nostri bambini, ma ormai la scienza lo ha dimostrato, il vaccino non fa altro che bene e tutela al tempo stesso la vita della comunità. Non ci sono controindicazioni anche perché il dosaggio per loro è naturalmente più basso. Siamo fra i primi a cominciare e sentiamo di doverlo fare, perché è evidente che tutto questo previene un’ulteriore diffusione del contagio".