La riunione con prefetto, sindaco e protezione civile (foto Cabras/New Press Photo)
La riunione con prefetto, sindaco e protezione civile (foto Cabras/New Press Photo)

Firenze, 9 dicembre 2019 - Sono circa 150 le segnalazioni a cui i vigili del fuoco stanno tuttora dando riscontro in Mugello in seguito al terremoto di questa notte e al conseguente sciame sismico. Questo l'aggiornamento del Centro coordinamento soccorsi riunitosi a fine mattinata nella sala integrata di Protezione civile della prefettura di Firenze e della Città metropolitana fiorentina, al quale hanno preso parte il prefetto Laura Lega, il sindaco metropolitano Dario Nardella e il soprintendente Andrea Pessina, in collegamento video con i tecnici della Regione Toscana.

«Dalle verifiche effettuate su abitazioni, edifici pubblici e strade - si spiega - risulta una situazione complessiva al momento sotto controllo, in particolare ponti e viadotti non hanno riportato danni».

A Barberino sono stati evacuati in via precauzionale gli edifici e chiusi gli accessi nelle seguenti strade:

  • Corso Corsini dal n 4 al n 154 e dal n 1 al n 117;
  • Via Volta dal n 2 al n 4;
  • Via San Francesco dal n 2 al n 8;
  • Via Dante dal n 1 al n 11;
  • Via Giotto dal n 1 al n 5;
  • Via del Paradiso dal n 1 al n 5;
  • Via XX settembre dal n 4 al n 8;
  • Largo Nilde Iotti per intero.

Chi non può tornare a casa può trovare rifugio alla palestra della scuola media di via Monsignor Giuliano Agresti.

INAGIBILI - Oltre al palazzo comunale di Barberino dichiarata inagibile la stazione carabinieri forestali sempre a Barberino, dove risulta lesionata la chiesa di San Silvestro. In corso gli accertamenti sulla chiesa di San Andrea a Vicchio e sul campanile della chiesa del Bosco ai Frati di Scarperia da parte della Soprintendenza.

OSPEDALE OK - L'ospedale di Borgo San Lorenzo non ha subito danni: sospesi però gli interventi programmati, assicurati quelli di urgenza. Nessun danno anche alla diga di Bilancino e all'autodromo del Mugello a Scarperia.

LE VERIFICHE - Capannelli di persone sono visibili davanti a varie case di Barberino di Mugello, sia palazzine, sia villini, in attesa dei vigili del fuoco e dei tecnici che devono verificare gli edifici per stabilire se gli abitanti possono tornare in casa oppure no. È questa l'attesa che si percepisce di più fra la popolazione sfollata, alcune decine di persone, nel centro storico, nel viale della Repubblica e in via della Libertà, presso il rione Badia, altra zona di Barberino che ha risentito fortemente dello sciame sismico e che è la più vicina alle vecchie miniere di lignite, ai margini del paese. Gli abitanti, già provati dalla permanenza al freddo della scorsa notte (molti l'hanno passata in auto), stanno accusando stanchezza e sperano che le ispezioni tecniche siano rapide e favorevoli a un rientro.

Tra i proprietari di alcune palazzine risalenti agli anni Settanta, radunatisi davanti agli ingressi, si fa notare la tenuta degli edifici, "perché sono stati costruiti in cemento armato", ma anche in un particolare condominio di viale della Libertà la coincidenza che appena la settimana scorsa erano stati conclusi i lavori di rifacimento della facciata, che ha tenuto mentre invece gli intonaci interni degli appartamenti si sono tutti staccati.

LE CHIESE - L'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, si è recato subito sul territorio per visitare le parrocchie e portare la sua vicinanza ai sacerdoti e rendersi conto personalmente della situazione.

GLI INGEGNERI - "Eventi come il terremoto di questa notte pongono all'attenzione un problema serio e urgente: la sicurezza delle abitazioni costruite più di un secolo fa e la prevenzione. È necessario un monitoraggio delle strutture, anche quelle in cemento armato, attraverso controlli graduali e progressivi", dice il presidente dell'Ordine degli ingegneri della provincia di Firenze Giancarlo Fianchisti, appellandosi al Comune di Firenze, Città metropolitana e Regione. "In Italia c'è una situazione assurda - aggiunge Fianchisti in una nota - controlliamo le auto ogni due anni, le caldaie ogni anno, ma le abitazioni in cui viviamo, in cui passiamo la metà del nostro tempo, non vengono più controllate dal momento in cui sono state costruite. Non c'è alcun obbligo di legge in questo senso. È paradossale, anche perché ci sono diverse situazione di degrado anche in strutture di cemento armato, un materiale relativamente nuovo. Siamo convinti che una verifica almeno ogni 50 anni sia un fattore di sicurezza e di prevenzione importantissimo. Chiediamo al Comune e alla Regione di prendere iniziative in tal senso". Per Fianchisti, bisognerebbe partire intanto dal cosiddetto "fascicolo del fabbricato", ossia "incominciare a recepire i particolari costruttivi e i dettagli delle strutture abitative. Soprattutto in quelle, e ne sono molte nella nostra regione, che hanno più di cento anni".

CAMPAGNA - E' in corso la ricognizione dei danni anche nelle campagne dove è più difficile la verifica dei danni causati dalle scosse a case, stalle ed edifici rurali da parte della Coldiretti che ha attivato una task force per la verifica della situazione in aziende agricole ed allevamenti del Mugello.

I NEGOZI - Da una rapida verifica effettuata attraverso i referenti di Confesercenti (compresi i presidenti dei centri commerciali naturali del territorio) risultano danni abbastanza ingenti ad alcune attività commerciali e di ristorazione principalmente nel comune di Barberino di Mugello. "Confesercenti Firenze - si legge in una nota - è naturalmente vicina alle imprese ed attività del Mugello in questo momento particolarmente difficile e delicato, (anche e soprattutto per chi vive del proprio lavoro quotidiano) e si mette a disposizione (anche attraverso la propria sede di Borgo San Lorenzo) per qualsiasi richiesta informazioni, sostegno, consulenza. Chiediamo, inoltre, alle autorità competenti di valutare la possibilità di una deroga del pagamento delle scadenze fiscali del prossimo 16 dicembre 2019 e la sospensione delle rate dei mutui bancari per le imprese danneggiate".

L'interno del bar Gigi a Barberino Il bar Gigi a Barberino

IL CONVENTO DEL BOSCO AI FRATI - "La parte conventuale e la parte dell'esposizione museale non hanno subito danni, i problemi sono in chiesa: dalle volte c'è stato un distacco dell'intonaco che è caduto sull'altare, una donazione del Granduca Ferdinando II de' Medici nel 1626, che va messo in sicurezza". Lo ha detto Gianni Frilli, referente dei Frati minori e addetto alla conservazione delle opere d'arte del convento del Bosco ai Frati a San Piero a Sieve. Frilli è sul posto in attesa dell'arrivo dei vigili del fuoco e di un funzionario della soprintendenza. "L'ultima scossa l'ho sentita questa mattina intorno alle 10.20 - ha aggiunto - L'altare va messo in sicurezza, desta molta preoccupazione". "Le volte - ha spiegato ancora Frilli - sono molto alte, più di 5 metri, quindi non si capisce se è solo un distacco dell'intonaco o se ci sono danni alla muratura. Faremo anche controllare il campanile che ha delle lesioni antiche e ora non sappiamo quale sia la sua condizione".