Borgo San Lorenzo (Firenze), 9 dicembre 2019 - Un boato alle 4,37 di lunedì 9 dicembre ha squarciato il silenzio dell'alba in Mugello. Una scossa di terremoto di magnitudo 4.5, con epicentro nel Comune di Scarperia e San Piero a Sieve, in provincia di Firenze, ha fatto riversare in strada migliaia di persone in preda al panico. Anziani, giovani, famiglie con bambini. Una fuga di massa per raggiungere le auto e le piazzole lontane dai palazzi. Nervi tesi e terrore negli occhi. I viali di circonvallazione sono un serpentone interminabile di macchine.

C'è anche chi in auto ci dorme con i figli piccoli adagiati sul sedile posteriore. Altri si rifugiano nei camper. I bar aperti sono strapieni. Nessuno ha il coraggio di rientrare nelle proprie abitazioni, anche solo per prendere una coperta o generi di prima necessità. “Sono scesa di corsa col mio cane – racconta un'anziana signora fuori dalla propria casa a Scarperia –. Il mio primo pensiero è stato mettere in salvo me e lui (il cagnolino, ndr). Tornare in casa? Non ci penso proprio”. Molte persone di Scarperia hanno raggiunto Borgo San Lorenzo per allontanarsi dal cuore dell'epicentro. “Ma tu rientri a casa?” Queste le uniche parole che le persone si scambiano, quasi a cercare una conferma, una dritta sul da farsi. I nervi sono tesi e la paura sale. Lo sciame sismico non dà tregua al Mugello oramai da molte ore, le rime scosse erano state registrate già ieri sera, dopo le 20, dall'Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e sono proseguite tutta la notte sino all'alba di oggi. Ora un minimo sussulto fa sobbalzare la popolazione. E il pensiero inevitabilmente corre al terremoto del 29 giugno 1919, una scossa fortissima con epicentro a Vicchio, che costò la vita a cento persone.