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Taser alle forze dell'ordine, sperimentazione al via a Firenze

La pistola elettrica sarà testata da polizia, carabinieri e finanzieri

Ultimo aggiornamento il 4 luglio 2018 alle 20:56
Un poliziotto australiano usa il Taser (foto Ansa)

Firenze, 4 luglio 2018 - C'è anche Firenze tra le città dove sarà sperimentato l'uso del Taser, la pistola elettrica, nell'arsenale a disposizione delle forze dell'ordine. Dopo un iter partito nel 2014, è stato firmato oggi il decreto che dà il via alla sperimentazione dell'arma. Si parte inizialmente in 11 città: oltre a Firenze anche Milano, Napoli, Torino, Bologna, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi. Si tratta, ha commentato il ministro dell'interno, Matteo Salvini, di un «importante deterrente».

La sperimentazione sarà affidata alla Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri e alla Guardia di finanza. Trenta i dispositivi da acquistare, per ora. La fase sperimentale seguirà un disciplinare che un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati le donne e gli uomini delle forze dell'ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo. Le linee guida emesse dal dipartimento della pubblica sicurezza definiscono il Taser «un'arma propria», che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri. Il Taser «va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto». Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre «considerare per quanto possibile il contesto dell'intervento ed i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa è stata attinta». Bisogna inoltre tener conto della «visibile condizione di vulnerabilità» del soggetto (ad esempio una donna incinta) e fare attenzione all'ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.

«Il Taser - ha sottolineato Salvini - è un'arma di dissuasione non letale ed il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per gli operatori della sicurezza che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni border line laddove una misura di deterrenza può risultare più efficace e soprattutto può ridurre i rischi per l'incolumità personale degli agenti. Credo che la pistola elettrica - ha aggiunto - sia un valido supporto, come dimostra l'esperienza di molti paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera». L'Arma, informa il Viminale, è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 paesi, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya e in Europa in Finlandia, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

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