Via dello Statuto come si presenta adesso (da Facebook)
Via dello Statuto come si presenta adesso (da Facebook)

Firenze, 29 marzo 2015 - Il "funerale" è andato in scena ieri alle 18. La processione, listata a lutto, ha percorso via dello Statuto e ha lasciato una piccola corona di fiori ai bordi del cantiere dove la mattina è stato tagliato l’ultimo dei lecci storici della strada. L’iniziativa simbolica è stata organizzata dal coordinamento no tram «Venti gennaio» che negli ultimi due giorni ha dato via a un presidio-staffetta lungo via dello Statuto dove ieri è terminato l’abbattimento degli alberi necessario per far spazio alla linea 3 Careggi-Smn. Per i 12 lecci piantati negli anni ‘30 al centro della carreggiata è stato un addio.

Per il verde della strada sarà un arrivederci. A lavori ultimati gli alberi abbattuti saranno sostituiti da 16 carpini betulla ognuno con 10 anni di età. Le chiome e le radici non interferiranno con la linea elettrica. Ma per il coordinamento, reduce negli ultimi sei mesi dalla battaglia del verde contro Palazzo Vecchio per impedire la morte degli alberi, quel taglio rappresenta una ferita più grande. Dietro la sigla della rete no tram, nata con l’avvio dei cantieri allo Statuto a maggio del 2014, oggi si nasconde un piccolo esercito composto da un migliaio di residenti e professionisti (soprattutto architetti e ingegneri). Una massa critica che ora non si rassegna.

«La trasformazione di questa via – spiega una di loro, Giovanna Del Buono – corrisponde ad una perdita di identità forte per la nostra città. Il decreto presidenziale del 25 maggio 1955 ha introdotto la tutela paesaggistica sulla fascia destra e sinistra dei viali, incluso viale Strozzi». Dentro la «fascia di tutela» estesa per circa 500 metri rientrano anche via dello Statuto e le rampe del Romito. «Nelle intenzioni del legislatore c’era l’idea di tutelare l’opera urbanistica pensata dal Poggi che poi si è tradotta in un quartiere di impianto novecentesco e di forte importanza storica, incluso l’aspetto paesaggistico di cui gli alberi che oggi non ci sono più fanno parte».

A lutto anche Fiammetta Giovacchini di Dolci e Caffè, storica bottega di via dello Statuto. Oggi la foto del suo profilo Facebook è il leccio che per 22 anni ha fatto ombra al suo negozio. «Durante il taglio mi sono sentita come violentata: lo spettacolo che si vede oggi lungo questa via è desolante». Per il coordinamento è iniziato il lungo iter dell’accesso agli atti. L’obiettivo: realizzare un «libro bianco» sulle due linee del ferro e vigilare su costi e lavori in corso. La scorsa settimana alcuni di loro fra i quali Roberto Budini Gattai, lo storico Franco Cardini e l’archeologa Lucia Lepore hanno inviato un sos al quartier generale dell’Unesco di Parigi.

Claudio Capanni